Padova, parroco subisce ricatto a sfondo sessuale

Giovedì, 29 settembre 2011 - 18:14:41

Sono imputati per estorsione, ma loro sostengono che volevano solo proteggere un ragazzo da un prete maniaco. Questa la storia che riguarda due trentenni, un padovano e un marocchino. Tutto è cominciato con una serie di telefonate: «Buonasera parroco, sono un giornalista, sto preparando una trasmissione sui sacerdoti omosessuali, vorrebbe partecipare anche lei, visto che conosce bene l'argomento?».

Il parroco che riceve la telefonata è a capo di una parrocchia in un quartiere del centro, pensa ad uno scherzo, e mette giù. Ma le chiamate continuano: «Sono il solito giornalista, pensavamo di invitare anche il suo amico sacerdote che sta nella Bassa padovana, dicono che vi conosciate bene, e che entrambi abbiate avuto esperienze omosessuali con altre pesone, proprio non ci vuole venire in trasmissione?».

Passano le settimane e la situazione diventa pesante. Chi sta dall'altra parte della cornetta vuole dei soldi per non parlare delle presunte relazioni che i due parroci, un tempo della stessa parrocchia, avrebbero avuto con due ragazzi. Dopo un mese, ad agosto, il prete non ce la fa più e decide di rivolgersi al comando della polizia municipale di Padova, dove sporge denuncia.

L'esposto arriva in procura e il magistrato richiede i tabulati telefonici. E così si scopre che il «giornalista» non è una sola persona ma due. Interrogati separatamente dagli agenti di polizia giudiziaria di Este (dato il coinvolgimento del sacerdote della Bassa) e dalla Municipale, i due confessano. Loro si difendono dicendo che all'origine di tutto ci sarebbe il desiderio di vendicarsi.

Uno dei due parroci avrebbe cominciato una storia con il fratello più giovane del marocchino e l'estorsione sarebbe stata ideata per far finire quella relazione. Insomma, i due dicono che volevano solo difendere un ragazzo da qualcosa che loro conoscevano bene.

Sì, perché gli indagati riferiscono di aver avuto a loro volta relazioni con i due sacerdoti chiamati in causa. Storie che risalirebbero a qualche anno fa, quando i sacerdoti si trovano nella medesima parrocchia e quando il marocchino e il padovano, amici, si raccontano tutto. Dalle richieste dei preti di farsi la doccia insieme, alle carezze e tutto il resto. Poi le relazioni finiscono. Ma ora sembra che il parroco in servizio a Padova punti al fratello del marocchino. A quel punto scatta l'ira: lo straniero coinvolge l'amico italiano nel tentativo di estorsione. Ora le dichiarazioni, tutte da verificare, sono al vaglio degli investigatori. Ai fini penali contano unicamente il tenore delle telefonate e la confessione: tanto basta per formulare l'imputazione di tentata estorsione. Ormai vicina la chiusura delle indagini.

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