Padova, muro di 160 metri per dividere le ville dagli sbandati
Padova, un altro muro 160 metri per difendere le ville dagli sbandati La barriera per proteggere le abitazioni. Richiesta presentata prima ancora di iniziare a costruire. Il vicesindaco: basta fortificazioni
Per ora è un cantiere, ma tra qualche tempo sarà un'oasi verde nel cuore di Padova. E' il terreno su cui si sta lavorando nel parco del Basso Isonzo, il più grande parco urbano del Veneto. Il terreno è presentato come un luogo dove i padovani potranno godere della campagna senza uscire dal perimetro urbano.
Il progetto è importante e ambizioso. E c'è già stata la corsa per abitare a ridosso del parco. Le lussuose abitazioni devono ancora essere costruite, però i proprietari si sono già mossi per difendere quello che sentono già loro.
Troppa la paura che il parco si trasformi nell'ennesimo ritrovo di sbandati e spacciatori. Per non correre rischi, un gruppo di proprietari ha chiesto di poter innalzare un muro di difesa che circondi le loro ville. Difesa dai teppisti e "poco di buono" che potrebbero frequentare il parco.
Il muro sarebbe alto circa un metro e ottanta centimenti con una lunghezza complessiva di 160 metri. La struttura sarebbe illuminata con dei fari e innalzato lungo i due lati del perimetro che confineranno con il parco. Troppo poco la ringhiera che era prevista inizialmente. Gli abitanti del futuro residence di lusso non la considerano abbastanza.
L'idea dei futuri abitanti della zona è quella di andare a vivere in un quartiere in stile americano, una specie di isola interna alla stessa città. Ma alla commissione non è molto piaciuta questa idea. Anche perché un muro farebbe venire meno l'idea di un parco fruibile a tutti i cittadini padovani, come era nelle origini. Ma i futuri abitanti vanno avanti. Ancora non esiste il parco ma già sanno che sarà malfrequentato


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