Padova/ Il figlio è di 'don rock', ora deve mantenerlo. La sentenza

È' di don Paolo Spoladore, prete padovano soprannominato "don rock" per la sua passione per la musica, il bimbo nato nove anni fa da una relazione con una psicologa: a stabilirlo, secondo quanto anticipato da "Panorama", il giudice del tribunale per i minori di Venezia, Maria Teresa Rossi. La sentenza, emessa il 28 settembre scorso, stabilisce che il bambino assuma il cognome del padre in aggiunta a quello della madre e lo affida alla stessa, disponendo per il padre l'obbligo di mantenimento oltre al rimborso delle spese processuali.
La causa per il riconoscimento della paternità era stata intentata dalla donna all'inizio dello scorso anno e la prima udienza si era svolta alcuni mesi dopo, il 24 maggio, con l'audizione della stessa psicologa che aveva confermato la relazione amorosa e chiesto il mantenimento e il riconoscimento del figlio da parte del sacerdote. Nelle fasi successive era stato chiesto a carico del prete un test del Dna, al quale però non si sarebbe sottoposto. Un test fatto in casa, però, avrebbe assunto valore indicativo per giungere al riconoscimento della paternità.
Don Spoladore - sempre secondo l'anticipazione del settimanale - non si è mai presentato davanti al giudice e la relazione segreta sarebbe durata tre anni a partire dal 1999 e dopo il parto prematuro, nell'aprile del 2002, era andato a trovare il bambino all'ospedale, lo aveva battezzato e poi non si era più fatto vedere. Nel corso della causa, nel frattempo, il vescovo di Padova, Monsignor Antonio Mattiazzo, nel giugno dello stesso anno aveva deciso la sospensione dal ministero sacerdotale con effetto immediato di don Spoladore "in attesa di ulteriori determinazioni". Il vescovo aveva anche preso le distanza dall'attività musicale di «don rock», precisando che i corsi di formazione e l'attività in ambito musicale da lui svolta "sono iniziative in cui il sacerdote risponde personalmente e non hanno alcuna approvazione da parte dell'autorità ecclesiastica".


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