Terrorismo/ Pacco bomba all'ambasciata greca
E' allarme nella Capitale. Una bomba, che "non è esplosa per puro caso" è stata recapitata all'ambasciata greca, in via Rossi, zona Parioli. Sul posto polizia e vigili del fuoco. False segnalazioni anche alle sedi di Venezuela, Principato di Monaco, Danimarca e Marocco. La scorsa settimana due ordigni erano esplosi presso le sedi di rappresentanza di Svizzera e Cile
PLICO ALL'AMBASCIATA GRECA NON E' ESPLOSO - Il plico sospetto inviato all'ambasciata della Grecia di viale Gioacchino Rossini a Roma, e' stato aperto da un addetto dell'Ufficio di corrispondenza e per un puro caso non e' esploso. Secondo quanto si e' appreso si tratta di un pacco analogo a quello giunto nei giorni scorsi alle ambasciate del Cile e della Svizzera. Gli accertamenti sono stati compiuti dagli artificieri dei Carabinieri.
PROCURA ROMA, UNICA REGIA, UN SOLO FASCICOLO - Ci sara' un unico procedimento penale
per tutti i 'fatti-reato' legati alla consegna di plichi esplosivi presso le diverse ambasciate straniere di Roma. Un
solo fascicolo in cui il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, coordinatore del pool di magistrati dell'antiterrorismo,
ipotizza il reato di attentato con finalita' di terrorismo. Gli inquirenti ritengono che l'invio di questi pacchi bomba
(spediti dall'Italia e al momento recapitati alle ambasciate di Svizzera, Cile e Grecia) abbia un'unica regia, quella del Fai, la Federazione Anarchica Informale, che ha rivendicato lil ritrovamento dei primi ordigni, avvenuto il 23 dicembre scorso. In procura erano praticamente certi che altri pacchi-bomba sarebbero stati consegnati nei giorni successivi al 23: "Ce ne saranno in giro altri ancora - spiegavano a piazzale Clodio prima di Natale -, tutto dipende dal servizio postale che riprende a regime dopo le feste e dai suoi tempi di consegna". Per questo da diversi giorni le sedi di numerose ambasciate a Roma sono sotto stretto controllo.



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