Oslo/ Sul web il piano del killer. Breivik: "Aiutato da due cellule"

Lunedì, 25 luglio 2011 - 16:00:00

attentato norvegia Anders Behring Breivik

Norvegia/ L'identikit del killer, islamofobo e nazionalista

La strage in Norvegia? Colpa dell'odio anti-Usa. Di G. Pardo

 

Un atto di lucida follia. Ma non ha agito da solo. Dice che la sua azione è stata "atroce ma necessaria". E' calmo, collaborativo e chiede un processo a porte aperte, dove poter spiegare le ragioni di quel gesto che solo a lui non appare folle. Mentre la Norvegia piange le vittime - salite a 93, quasi tutti ragazzi - degli attentati di Oslo e Utoya, ancora sconvolta e in cerca di un perché, emergono nuovi particolari su Anders Behring Breivik, l'estremista cristiano norvegese arrestato per la duplice strage perpetrata venerdì e reo confesso.

"SONO STATO IO, MA NON SONO COLPEVOLE" - A Oslo si è celebrata nel frattempo la prima udienza del processo a carico di Anders Breivik. Il giudice Kim Heger ha confermato l'arresto e ha disposto fino a otto settimane di custodia preventiva. L'accusa nei suoi confronti è quella di atti terroristici. In aula il 32enne autore delle stragi ha ammesso le sue responsabilità ma si è dichiarato «non colpevole», in linea con le dichiarazioni rilasciate agli agenti subito dopo il suo arresto. Convinto di aver fatto la cosa migliore per fermare «l'alleanza marxista-islamica», ha ribadito anche al giudice le proprie convinzioni ideologiche. Ha ribadito che dal suo punto di vista la strage era «necessaria» e ha spiegato di voler salvare la Norvegia e l'Europa occidentale dal «marxismo culturale», come ha riferito lo stesso giudice Heger. Breivik ha dichiarato inoltre di voler mandare «un segnale forte», accusando il partito laburista al potere di fallimento e di aver permesso «una massiccia importazione» di musulmani, che stanno colonizzando la Norvegia.

IL MISTERO DELLE "DUE CELLULE"- Breivik aveva fatto sapere che avrebbe voluto un'udienza a porte aperte nella quale gli sarebbe piaciuto indossare un'uniforme, anche se non aveva saputo indicare quale. E avrebbe voluto che l'udienza non fosse a porte chiuse, così da poter spiegare pubblicamente le proprie «ragioni». Gli inquirenti hanno però ritenuto di non dovergli concedere un palco da cui lanciare, oltre che deliranti proclami, anche potenziali messaggi in codice ad eventuali complici. Nonostante in un primo tempo avesse sostenuto di avere agito da solo, sono infatti ancora in corso gli accertamenti per verificare se alle sue spalle ci sia qualche forma di organizzazione legata agli ambienti dell'estrema destra, non necessariamente solo norvegesi. .Durante l'udienza preliminare lo stesso Breivik avrebbe fatto qualche ammissione sulla possibile partecipazione di altre persone alla pianificazione degli attentai, parlando dell'esistenza di «due cellule» che avrebbero avuto un ruolo determinante.

IL PADRE- E intanto la polizia francese ha perquisito la casa del padre di Breivik a Cournanel, a Sud del Paese. «Leggevo i giornali online, all'improvviso ho visto il suo nome e una fotografia. È stato uno shock scoprirlo, non l'avevo ancora saputo», ha raccontato a Vg, giornale norvegese, Jen Breivik ha poi aggiunto che stato il figlio a voler troncare i contatti e ha detto: «Non abbiamo mai vissuto insieme, abbiamo avuto solo qualche contatto quando era bambino, fino al 1995. Da piccolo era un ragazzo normale, ma solitario. Non era affatto interessato alla politica».

PROCESSO A PORTE CHIUSE- Il giudice norvegese Kim Hegner ha deciso che l'udienza preliminare per la carcerazione preventiva di Anders Behring Breivik si terrà a porte chiuse.  Il tribunale di Oslo, secondo il reporter di Tv2, ha preso la sua decisione per motivi di sicurezza e non permetterà che l'autore delle stragi di Oslo e Utoya abbia contatti diretti con i media.Brievik voleva un processo a porte aperte per spiegare i motivi del suo gesto e il permesso di presentarsi in aula in uniforme. Poi, alle 13, Breivik, che sul web ha pubblicato poche ore prima della strage European Declaration of Independence - 2083 1, un manuale di 1.500 pagine piene di deliri, analisi e istruzioni su come creare una bomba, comparirà davanti al Tribunale di Oslo per l'udienza preliminare che deciderà sui termini della carcerazione preventiva.

IL LUTTO- La Norvegia intera si è fermata per un minuto di silenzio a mezzogiorno in punto per onorare i 76 morti della duplice strage di venerdì scorso (questo il bilancio della polizia, risultato meno grave rispetto a un primo momento).

LA STRAGE SU YOUTUBE- Su Youtube un video annunciava la strage. In rete si scopre un memoriale di 1.500 pagine 1 e un video su Youtube, in cui sei ore prima del massacro, Breivik annunciava la strage, in preparazione dal 2009. Il video contiene il piano dettagliato dei devastanti attacchi terroristici. Ci sono "momenti in cui è necessaria la crudeltà" e in cui "è meglio uccidere molte persone che non abbastanza", argomenta Breivik, incitando alla lotta all'Islam. Si vedono immagini in cui il giovane indossa una muta e punta un'arma automatica; e illustra nel dettaglio il suoi piano, spiegando, con agghiacciante precisione, che si sarebbe "vestito come un ufficiale di polizia" e che sarà "impressionante vedere le persone attonite". Il video, intitolato Cavalieri Templari 2083 e che contiene il manifesto per la 'rivoluzione conservatrice' in cui si attacca il multiculturalismo e l'immigrazione musulmana, è stato inviato a 7.000 patriottici amici di Facebook.

IL MEMORIALE- Un memoriale in rete di 1500 pagine, "2083 Dichiarazione d'indipendenza europa", con il progetto dell'attentato di Oslo, copiato dall'Unabomber, in cui il norvegese invoca "l'uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse", e dice di aspettarsi di essere ricordato "come il più grande mostro dopo la Seconda Guerra Mondiale". Sprazzi di follia, segnali di allarme che annunciavano quanto poi successo venerdì, la peggiore tragedia nazionale del Paese, nelle parole del premier laburista Jens Stoltenberg.

BREIVIK: NON SONO UN CRIMINALE- Il 32enne norvegese ha riconosciuto le sue responsabilità nell'attentato e nella sparatoria, ma rifiuta di esser considerato un criminale. Dice di aver fatto tutto da solo, ma la polizia non ha ancora escluso del tutto la possibile presenza di "uno o qualche" altro killer che lo ha accompagnato nella folle azione. Breivik voleva "cambiare la società", seguendo un suo personale delirio documentato in rete pagina dopo pagina. Con analogie e veri e propri plagi da un altro manifesto divenuto tristemente noto: quello di Theodore Kaczynski, l'Unabomber americano, riporta il VG, sottolineando come dal testo preso a modello siano state cambiate solo poche parole, sostituendo ad esempio "sinistra" con "multiculturalismo" e "marxismo culturale". Nelle pagine ci sarebbero anche minacce all'Italia e al Papa.

Il manifesto

FRA LE VITTIME FRATELLASTRO DELLA PRINCIPESSA METTE MARIS-  Fra le decine di vittime del killer Breivik sull'isola di Utoya vi è anche il fratellastro della principessa Mette-Marits, la consorte del Principe Ereditario Haakon di Norvegia. Lo rivela il quotidiano norvegese Dagbladet. Il poliziotto Trond Berntsen, 51 anni, era la guardia privata che si trovava sull'isola quando Anders Behring Breivik è sbarcato: "Ha sacrificato la propria vita nel tentativo di salvare vite più giovani della sua", scrive il giornale. Fra queste anche quella di suo figlio, dieci anni, che è riuscito a gettare dietro ad altre due ragazze prima di essere ucciso.

VOLEVA UCCIDERE EX PREMIER- Anders Behring Breivik, lo stragista norvegese arrestato dopo aver massacrato decine di  persone, sull'isoletta di Utoya aveva come obiettivo, fra l'altro, l'uccisione della ex premier laburista Bro Harlem Brundtland, tre volte a capo del governo fra il 1981 e il 1996 e spesso chiamata la 'madre della nazione'. E' quanto scrive il quotidiano norvegese Aftenpost. Breivik, scrive il giornale, 'aveva pianificato di arrivare a Utoya durante la visita di Gro Harlem Brundtland di venerdi', ma ha confessato durante gli interrogatori di essere arrivato in ritardo'. La Brundtland ha tenuto un discorso ai giovani laburisti radunati sull'isoletta alle porte di Oslo ed e' poi ripartita prima che il 32.enne fanatico assassino riuscisse ad arrivare. 'Volevo colpirla', ha confessato Breivik, secondo l'Aftenpost. La Brundtland, laureata in medicina a Harvard, e' stata anche presidente dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) fra il 1998 e il 2003.


La foto-choc del killer in azione
LE IMMAGINI

VERRA' SOTTOPOSTO AD ESAME MEDICO- L'avvocato che lo assiste - Geir Lippestad, che ha avuto forti dubbi prima di accettare l'incarico - non ha voluto far commenti sullo stato mentale dell'uomo, che verrà sottoposto ad un esame medico prima di comparire in aula. In un'azione della polizia, che continua ad indagare a tutto campo, oggi sono state arrestate sei persone a Oslo, poi rilasciate perché risultate estranei agli attacchi. Nel corso della ricognizione, alla ricerca di materiale esplosivo nella zona est della capitale, non è emerso nulla di rilevante.


Attentato a Oslo

LE IMMAGINI

PAESE COMMOSSO- Se l'intero paese è in lutto, l'effetto immediato in seguito allo shock è quello di una ancora maggiore unità: "La nostra risposta alla enormità del male sarà più democrazia, più umanità", ha detto il premier Jens Stoltenberg durante la commemorazione delle vittime della strage alla cattedrale di Oslo. In lacrime anche i reali e le diverse personalità presenti, oltre a tanta gente comune, in chiesa. "Siamo un popolo in lutto, ma nel pieno del dolore cerchiamo la speranza", ha detto il vescovo Ole Christian Kvarme. Prima di entrare In chiesa, il capo del governo si è inginocchiato davanti ai numerosi mazzi di fiori deposti dalla gente comune davanti alla cattedrale. Poi, nel prendere la parola, non è riuscito a nascondere il suo dolore, la voce strozzata in gola, quando ha confessato che conosceva personalmente molte delle vittime della carneficina. Al campus sull'isola di Utoya partecipavano anche i suoi due figli. Stoltenberg ha annunciato che i nomi delle vittime saranno presto resi noti e allora "emergerà l'infinità enormità del male". Di fronte a lui era seduto Eskil Pedersen, leader del movimento dei giovani laburisti, anche lui con le lacrime che scendavano sul viso.

La cerimonia è durata oltre un'ora e mezza, la folla che non è riuscita ad entrare nella cattedrale si è raccolta all'esterno, dove una lunga fila di norvegesi ha deposto fiori e candele sul selciato antistante la chiesa.

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