Orecchini e capelli lunghi, ragazzo espulso da scuola a Potenza

Giovedì, 22 dicembre 2011 - 08:50:38

"Levati quegli orecchini". Il preside lo ha ordinato al ragazzo che si era presentato in segreteria per una giustifica. "Perché?", chiede il giovane. Perché orecchini, capelli lunghi, jeans alla moda sono "espressamente vietati dal regolamento scolastico". Ma il ragazzo non cede e il preside, che si sente offeso dalla sua "resistenza" lo caccia fuori dal suo ufficio: "Sei espulso". L'episodio, raccontato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, è accaduto in una scuola di Potenza, al liceo Pier Paolo Pasolini . "Tutto inventato" - secondo il preside Angelo Raffaele Telesca - "non è mai accaduto nulla".

LO SCONTRO - Sono i genitori dello studente a ricapitolare il racconto del figlio nella nota inviata al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale: !Sei una vergogna per questa scuola. Questa scuola non ti vuole, sei espulso. Non sai stare in società, hai problemi psicologici, ti serve aiuto, ci attiveremo per aiutarti. Hai infranto le regole scritte di questa scuola".

L'ESPULSIONE- La conclusione del preside contro "l'arroganza" del ragazzo: "Sei espulso con effetto immediato. Tu fai l'ultimo anno, ci sono gli esami di Stato, vero? Ne pagherai le conseguenze". E rivolgendosi ai presenti concludeva: "Attenzione a tutti, è un elemento pericoloso. Questa scuola non ti vuole, sei espulso dalla mia scuola, vai via".

IL RACCONTO DELLA FAMIGLIA - Il racconto famiglia non si ferma ai primi concitati momenti, quando il preside ha ordinato l'espulsione immediata di Stefano: "Nostro figlio esce dall'ufficio del preside, accompagnato sempre dal collaboratore scolastico, spaventato, intimorito, frastornato e umiliato. Non sapeva cosa fare. Non aveva con sé il cellulare per chiamarci. Nè il dirigente Telesca, trovandosi davanti a un minore, ha ritenuto di chiamare noi genitori, venendo meno al suo dovere di educatore. Ma soprattutto violando la legge e anche il regolamento della sua stessa scuola. In quei momenti di disorientamento, nostro figlio incontra la sua docente di italiano la quale si preoccupa e si occupa di nostro figlio impedendogli di uscire dalla scuola. Preoccupandosi di trattenere il ragazzo e di farlo rientrare in classe. Ha cercato di mediare con il dirigente. Lo stesso ha confermato che il motivo della espulsione di nostro figlio dalla scuola è stata “causata dagli orecchini e dall'arroganza del ragazzo”". Tra l'altro, a detta di una docente Stefano Lorusso, questo il nome del ragazzo, è sempre stato un allievo educato, intelligente e che non ha mai dato problemi.

I GENITORI A SCUOLA - Venuti a conoscenza dei fatti i genitori di Stefano, decidono di andare a scuola per chiedere chiarimenti e capire che cosa fosse accaduto. Il preside prima nega di aver "cacciato" il ragazzo minore dalla scuola. Ribadisce comunque, nei confronti del ragazzo, l'accusa di arroganza. Poi, lo stesso dirigente ordina ai Lorusso di andare via dalla sua scuola. Con un consiglio: "quello di iscrivere nostro figlio in un altro liceo".

L'INTERVENTO DELLA POLIZIA - Graziella Salvatore allora chiede l'intervento della Polizia. Dopo qualche ora di attesa, con telefonate al dirigente scolastico (che ha fornito la sua versione alla Questura, versione ovviamente diversa da quella della famiglia di Stefano), la Polizia arriva al liceo procedendo con i rilievi del caso. Intanto i genitori hanno contestualmente chiesto l’intervento dell’Ufficio scolastico sui fatti denunciati.



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