Omicidio Sandri, 9 anni e 4 mesi a Spaccarotella

Martedì, 14 febbraio 2012 - 16:27:00

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e quattro mesi di reclusione per l'ex agente della Polizia Stradale di Arezzo, Luigi Spaccarotella, per l'omicidio del tifoso della Lazio e Dj Gabriele Sandri, ucciso con un colpo di pistola l'11 novembre del 2007 nell'area di servizio autostradale Badia al Pino. La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso, cosi' come richiesto dal sostituto pg Francesco Iacoviello, presentato dai legali di Spaccarotella contro la sentenza emessa dalla Corte d'assise d'Appello di Firenze che ha riconosciuto l'omicidio volontario con dolo eventuale.

SPACCAROTELLA, AFFRONTERÒ LA SITUAZIONE DA UOMO - "Affronterò la situazione da uomo". Così Luigi Spaccarotella ha risposto a uno dei suoi legali che lo informava della decisione della Cassazione. Spaccarotella "andrà a costituirsi". Lo ha detto uno dei suoi legali che gli ha comunicato la condanna.

FRATELLO, SENTENZA GIUSTA E IN PUNTA DI DIRITTO - "Al di la' degli anni inflitti all'imputato la pena piu' grande ce l'ha la mia famiglia perche' abbiamo perso Gabriele". Queste le parole di Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, ucciso con un colpo di pistola l'11 novembre del 2007, dopo la lettura della sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la pena a 9 anni e 4 mesi di reclusione per l'agente di polizia Luigi Spaccarotella. "A mio avviso e' una sentenza giusta e in punta di diritto - ha detto ancora Cristiano Sandri - e' evidente che nell'azione che ha posto in essere Spaccarotella c'e' il dolo eventuale, perche' ha accettato il rischio di quello che poteva accadere, cioe' la morte di chi era a bordo dell'auto e purtroppo di mio fratello Gabriele". "Se fosse passata la tesi della sentenza di primo grado - ha concluso Cristiano Sandri - si sarebbe legittimato un farwest sulle strade".

PADRE, SENTENZA PRIMO GRADO ERA VERGOGNOSA - "La sentenza della Cassazione ha riconosciuto quello che noi dicevamo sul verdetto di primo grado, e cioe' che si trattava di una sentenza vergognosa". Lo ha detto Giorgio Sandri, papa' di Gabriele, alla lettura della sentenza della Prima sezione penale della Suprema Corte che ha confermato la condanna per omicidio volontario dell'agente Luigi Spaccarotella. "Quella sentenza era sbagliata - ha detto Giorgio Sandri - lo ha confermato il Tribunale di Firenze e oggi la Cassazione. Un omicidio di un ragazzo di 26 anni lo si e' voluto giustificare parlando di tifosi e calcio, argomenti che non c'entravano niente. Si doveva parlare da subito di omicidio in autostrada". Il papa' di Gabriele ha voluto ringraziare tutti gli amici che in questi anni sono stati vicini alla famiglia e in particolare ha voluto ringraziare lo stesso Gabriele che "ha dato la forza di andare avanti".

Luigi Spaccarotella andra' in carcere per scontare l'omicidio volontario di Gabriele Sandri. La sentenza di oggi della Cassazione mette la parola fine, almeno sul piano giudiziario, alla drammatica vicenda di 'Gabbo', giovane tifoso laziale che ha trovato la morte, senza un perche', in un'area di servizio toscana, uciso dallo sparo dell'agente della Polstrada che per questo dovra' scontare 9 anni e 4 mesi di carcere La sentenza ricalca quella della corte d'assiste d'appello dell'11 settembre 2010, che aveva ridotto la richiesta iniziale di 14 anni di reclusione, ma aveva comunque aggravato la condanna per Spaccarotella rispetto al primo grado, 6 anni per omicidio colposo e colpa cosciente. E' l'11 novembre 2007 quando Gabriele Sandri e altri quattro amici, tutti tifosi biancocelesti, sono in viaggio in macchina verso lo stadio Meazza per Inter-Lazio. Si fermano per un caffe' nell'area di servizio di Badia al Pino, vicino Arezzo. Incrociano un gruppo di tifosi juventini, che stanno andando a Parma. La pausa caffe' si trasforma in rissa. Nell'area di servizio sulla carreggiata opposta c'e' una pattuglia della Polstrada. L'agente Spaccarotella sente urla e grida. Vede un fuggi fuggi e un'auto che si allontana dall'area di servizio. Pensa a una rapina al benzinaio. Aziona la sirena. L'auto non si ferma. Spara. Uccide Gabriele Sandri, che per gli amici ancora dormiva sul sedile posteriore dell'auto.La notizia si diffonde in fretta. Il Viminale non ferma il campionato, tranne Inter - Lazio e Roma - Cagliari. A Bergamo i tifosi dell'Atalanta scatenano la guerriglia in curva facendo interrompere Atalanta - Milan. A Parma invece si gioca e non avvengono incidenti. A Roma e' una serata di scontri e di guerriglia urbana, con caserme assaltate, agenti asserragliati, auto date alle fiamme, la sede del Coni devastata. Alla fine si conteranno almeno quindici tra poliziotti e carabinieri feriti, sei tra i vigili urbani, e anche tre arrestati tra gli assalitori della caserma di via Reni e della sede Coni. Il processo si apre il 20 marzo 2009 di fronte alla Corte di Assise di Arezzo che il 14 luglio condanna Luigi Spaccarotella a 6 anni di reclusione per omicidio colposo. Oggi la sentenza definitiva, davanti ai parenti di 'Gabbo' e ai tanti amici che hanno seguito con dolore e partecipazione la vicenda in questi cinque anni.



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