Prostituzione/ Lo sfruttamento cambia e sfugge alle standardizzazioni. La testimonianza di Suor Eugenia Bonetti: 'Il problema è il cliente'

Martedì, 9 settembre 2008 - 08:50:00

LA TESTIMIONIANZA- "Il problema della prostituzione è il cliente" Afferma suor Eugenia Bonetti responsabile della Usmi (Unione Superiore Maggiori d’Italia) per la tratta di esseri umani. Un mercato che risponde a una domanda che se venisse a cessare si spegnerebbe. Semplici leggi dell’economia che però sono molto difficili da applicare nel quotidiano, perché i clienti sono tanti, in tutto il mondo e alimentano un mercato che fonda le sue basi sull’assenza di valori. “Bisogna cambiare la mente delle persone con la formazione, lavorando soprattutto con i giovani, che possono ancora essere incorrotti”.

È risoluta suor Eugenia Bonetti ma è anche consapevole della difficoltà di realizzare questo obiettivo. “L’inizio di tutto è stato, come spesso accade, la povertà. Ma c’è dell’altro: la donna da sempre soggiogata a un certo punto ha deciso di emanciparsi, di costruirsi un futuro altrove e per questo ha iniziato a voler lasciare il proprio Paese, per cercare il benessere altrove. In questo frangente si è inserita l’attività dei trafficanti che ne hanno approfittato”.



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Nel corso degli anni però le cose in Italia si sono evolute: prima una prostituzione controllata, poi la legge Merlin e alla fine la riduzione nelle strade delle prostitute italiane, che a loro volta hanno iniziato un percorso di emancipazione e hanno scelto un’altra vita.

Al contempo, l’assenza di valori della società ha continuato a fornire sempre nuovi clienti pronti a pagare le donne come degli oggetti. E, ancora, i trafficanti ne hanno approfittato. “I clienti fomentano la tratta, eppure noi non ne parliamo mai. Le stesse ragazze, quando le incontro, mi chiedono come può un uomo sposato, con bambini piccoli, lasciare la famiglia a casa per cercare sesso a pagamento. Nemmeno loro se ne capacitano”. 

Per mettere in atto valide azioni di contrasto, quindi, bisogna puntare al cambiamento: “Per prima cosa, la situazione politica può fare tutte le multe che vuole, ma tuttora non riesce a far cambiare alle persone la propria mentalità – continua suor Eugenia -. Bisogna invece puntare sulla formazione, investire sui giovani di oggi che potrebbero essere più sensibili rispetto alle generazioni precedenti. Questa è una sfida grossa per noi, ci vuole una campagna di formazione e sensibilizzazione ed è certo un lavoro immenso: ognuno di noi ha molto da fare, senza risparmiarsi e tenendo gli occhi aperti”.

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