"Non siamo italiani di serie C". Puglia, Ferrarese contro i tagli dei treni

di Lorenzo Lamperti
"La Puglia non è un binario morto". Così recita uno striscione esposto sul palazzo della Provincia di Brindisi (nella foto) per protestare contro i tagli dei treni-notte operati da Trenitalia. Massimo Ferrarese, presidente della provincia brindisina, sceglie Affaritaliani.it per esprimere il suo punto di vista: "Non si può pensare di tagliare sui trasporti, dove dobbiamo già migliorare tanto. Queste persone hanno una totale incomprensione della realtà e di quello che è la nostra regione".
Ferrarese, protagonista in passato di una vittoriosa battaglia per ottenere gli aeroporti, promette di andare fino in fondo: "Non mi fermerò finché non ci ridaranno i nostri treni, anzi finché anche noi non avremo l'alta velocità. Non si può pensare che ci sia un'Italia di serie A e un'altra di serie C, neanche di serie B. Investono tutto al Nord e il Sud lo lasciano all'età della pietra".
L'INTERVISTA
Come mai ha deciso di protestare contro i tagli dei treni decisi da Trenitalia?
"Penso che se ci sono una popolazione e, soprattutto, delle istituzioni che si ribellano a scelte imposte dall'esterno i risultati si ottengono. Certo, è una protesta che avrebbero dovuto fare soprattutto i parlamentari. Avrebbero dovuto battere i pugni sul tavolo, ma non ne hanno la capacità. A causa di una non-elezione si è verificata non solo una mancanza di fiducia nei loro confronti, ma anche un'assenza di autorevolezza da parte loro. Ma non possono pensare di togliere i treni, quando in Puglia neanche abbiamo l'alta velocità".
Andrà avanti nella sua protesta?
"Di sicuro. Lo striscione esposto alla provincia è solamente l'inizio. Contestualmente ho invitato tutte le istituzioni e tutti i sindaci a prendere parte alla protesta. Sto già ricevendo ottimi riscontri, anche dalla Cisl. Spero si vada avanti così, poi fra qualche giorno farò partire un'azione nei confronti di tutti i cittadini pugliesi. Insieme, popolazione e istituzioni, dobbiamo far sentire la nostra voce. A livello nazionale".
Ferrovie o governo. Di chi è la responsabilità dei tagli?
"Posso solo dire che è giusto tagliare laddove ci sono rami secchi. Noi per primi lo abbiamo fatto nella nostra provincia tagliando i compensi del 20%. Si può tagliare ovunque ma non sui trasporti, un settore dove già dobbiamo milgiorare tanto. E questo lo dico a tutti, destra e sinistra. Al Nord si sono investiti miliardi di euro con l'alta velocità e si è lasciato il Sud all'età paleolitica. Poi il paradosso è togliere pure quei treni che già abbiamo. Quindi protesterò con tutte le mie forze, convinto che l'Italia è una e indivisibile. Non possono dividerla con queste azioni assurde".
Che cosa imputa a chi ha deciso di operare i tagli?
"In primo luogo una totale incomprensione della realtà. La Puglia è una regione che sta bene, propositiva e viva. Poi siamo in un momento molto particolare, i pendolari e gli studenti, che da noi sono molti, non possono fare altro che usare il treno. Per loro gli aerei costano troppo, e con gli aumenti pazzeschi della benzina ormai anche la macchina è al di fuori delle possibilità. Togliere alla nostra gente la possibilità di viaggiare in treno è davvero il massimo. Per cui la mia protesta non è finita, ma solo iniziata. La mia e la nostra battaglia andranno avanti finché non riavremo i nostri treni, anzi fino a quando non avremo anche noi l'alta velocità. Sì, perché non si può pensare che ci sia un'Italia di serie A e un'altra neanche di serie B, ma di serie C".



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