No Tav, 65 nuovi indagati. C'è anche Perino
Istigazione a delinquere aggravata, resistenza a pubblico ufficiale aggravata e danneggiamento aggravato: sono queste le nuove accuse mosse al leader dei No-Tav Alberto Perino, raggiunto questa mattina da avviso di garanzia e la cui abitazione di Condove è stata perquisita dalla Digos di Torino. Le accuse si riferiscono a quello che gli inquirenti definiscono "il comportamento istigatorio" di Perino alla sassaiola del 24 maggio scorso alla Maddalena di Chiomonte, quando i manifestanti No-Tav impedirono l'allestimento del cantiere, e a una manifestazione precedente, cioe' la marcia da Rivata a Rivoli del 21 maggio. 
Altre quattro persone sono indagate per i reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato: si tratta di quattro esponenti del centro sociale Askatasuna di Torino, in corso Regina Margherita, anch'esso soggetto questa mattina a perquisizione (uno degli indagati abita nella palazzina del centro sociale).
Negli ultimi giorni sono stati spiccati 65 avvisi di garanzia nei confronti di esponenti del movimento. Oltre ai 5 odierni, relativi alla sassaiola dello scorso 24 maggio al presidio della Maddalena, gli altri riguardano episodi del 2010: 10 per i blocco dei carotaggi all'autoporto di Susa, 22 per la violazione di sigilli alla baita, sequestrata dalla magistratura in quanto abusiva, 28 relativi al blocco di un convoglio di operai che trasportavano materiale per i carotaggi avvenuto a Venaria Reale.



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