No al crocefisso, ancora polemiche. I sindaci si ribellano
Non si placano le polemiche dopo la sentenza della Corte di Strasburgo sul Crocefisso in classe e in campo scende anche il Belpaese a difendere a spada tratta il simbolo della cristianità. Paladino di questa nuova battaglia è soprattutto il Nord dove numerosi sindaci si sono mossi con le più svariate iniziative. Montecchio, provincia di Vicenza: l'amministrazione comunale ha voluto manifestare il proprio dissenso contro Strasburgo esponendo un grande Crocefisso all'entrata del comune.
Sassuolo, provincia di Modena: il sindaco ha deciso di comprarne ben cinquanta di crocefissi per distribuirli alle scuole.
VIA IL CROCEFISSO? POSSONO MORIRE. La sfuriata di La Russa in tv
Ardea: vicino alla capitale il primo cittadino ne ha acquistati diversi da donare a tutti gli edifici scolastici del territorio.
Trieste: non meno determinato il sindaco Roberto Dipiazza, che mette in chiaro: ''Fintanto che rimarrò sindaco di Trieste nessun Crocefisso verrà rimosso da alcuna scuola comunale, tantomeno dagli uffici municipali''.
Assisi: nella terra di San Francesco il primo cittadino negli edifici pubblici vuole anche il presepe.
Fano: nel comune pesarese, roccaforte del centrosinistra, la Lega Nord ha annunciato una raccolta di firme ''per contestare la decisione''. Proprio a Fano, ad opera di un leghista, è apparsa una Croce incatenata a una ringhiera con il cartello ''i nostri simboli non si toccano''.
In prima fila in questa campagna di boicottaggio della sentenza europea c'è la Lega Nord. Per Mauro Manfredini, capogruppo regionale e comunale a Modena del Carroccio, la sentenza di Strasburgo è ''uno schiaffo alla nostra identità''.
''Nessuno si azzardi a toglierlo'' il Crocefisso, tuona Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella (Pd), ''via semmai la bandiera europea'' dice Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso. E a Busto Arsizio, sul palazzo municipale, la bandiera dell'Ue già sventola a mezz'asta.



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