New York, recuperati 7 corpi nell'Hudson. La vedova Norelli: voglio tutta la verità
Dopo il terribile scontro aereo sul fiume Hudson, a New York sono iniziate le indagini sullo schianto. I vertici dell'Aviazione Usa hanno rivolto un appello ai cittadini nella speranza che qualcuno abbia ripreso l'incidente. L'inchiesta sarà lunga: forse ci vorranno mesi. Dalle acque del fiume sono stati recuperati 7 corpi. Intanto, dalle prime indiscrezioni, pare che il pilota dell'elicottero sia stato avvertito da terra del pericolo imminente.
L'uomo ai comandi dell'elicottero che trasportava i cinque italiani, Jeremy Clark, è stato avvisato da un collega ancora a terra nell'eliporto della "Liberty Tour". "One-Lima-One. Hai un aereo ad ala fissa dietro di te", gli ha detto via radio. Ma dal velivolo non c'è stata alcuna risposta. Poi lo schianto. Il Piper ha colpito con l'ala destra l'altro velivolo facendolo precipitare e inabissandosi a sua volta nel fiume a poca distanza dal punto dove alcuni mesi fa un jet della Us Airways era atterrato miracolosamente senza fare neanche un ferito.
VEDOVA NORELLI: VOGLIO TUTTA LA VERITA' . La vedova Norelli, Silvia Rigamonti, rientrata a Bologna da New York dopo aver perso il marito Michele e il figlio minore Filippo, morti a bordo di un elicottero nello scontro con un piper, chiede che sia fatta piena luce sulle cause del tragico incidente. "Voglio tutta la verita'. Non è possibile che succedano cose di questo genere. Voglio sapere tutto, voglio che siano fatte tutte le indagini" ha detto commossa la donna uscita dalla sua abitazione di Trebbo di Reno, in provincia di Bologna, sempre accompagnata da Davide, l'unico figlio superstite. L'insegnante, scampata alla sciagura perché aveva paura di quel volo panoramico sopra alla Grande Mela, ha poi chiarito di non aver visto la scena dell'incidente aereo.
RICONOSCIUTI I CORPI DEI CINQUE ITALIANI. Le cinque vittime italiane dell'incidente tra un aereo e un elicottero sull'Hudson, a New York, sono state riconosciute. Tutti i resti dei nostri connazionali erano stati recuperati dal fiume tra sabato e domenica. La procedura di riconoscimento dei corpi, incastrati tra le lamiere dell'elicottero riportato a galla dalle acque, è stata difficile. Intanto è in corso un incontro tra le autorità consolari italiane e il medico legale.
Alla tragica conta dei morti mancano ancora due salme. Dalle acque del fiume Hudson sono stati estratti sette corpi e i sommozzatori sono ancora al lavoro. Hanno ripescato il relitto dell'elicottero da sei metri di profondità: per portarlo in superficie è stata usata una gru galleggiante dell'esercito . Localizzato anche il Piper, ai cui comandi si trovava l'imprenditore immobiliare di Filadelfia Steven Altman con il fratello Daniel e il nipotino adolescente Doug.
Il volo dell'elicottero turistico, un velivolo uscito nel 1997 dalle officine Eurocopter, doveva durare 12 minuti: l'impatto è avvenuto pochi minuti dopo il decollo. L'elicottero si è letteralmente disintegrato in aria: ecco perché il riconoscimento a vista dei corpi è molto difficoltosa.
Nel frattempo sul fiume Hudson la situazione sta rientrando alla normalità. Le autorità competenti hanno ridotto il bando ai sorvoli di piccoli jet e degli elicotteri imposto dopo l'incidente. Subito dopo l'impatto tra l'elicottero e il Piper erano stati vietati i voli sotto i 600 metri, ora la "no fly zone" è attiva solo al di sotto dei 30 metri. Il divieto era stato imposto per agevolare le indagini, non perché finalmente le autorità per la sicurezza del volo si siano accorte che l'affollatissimo e sregolato corridoio aereo sull'Hudson sia diventato, a detta di addetti alla sicurezza e di molti piloti, una vera e propria "autostrada della morte" ad alta quota.



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