Nettuno/ La confessione choc: "Abbiamo bruciato il clochard per provare un'emozione forte"
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I tre ragazzi sono tutti incensurati. Le loro, famiglie di lavoratori. Eppure, secondo la ricostruzione dei fatti, i tre non hanno esitato ad aggredire il senzatetto e, "non contenti", hanno optato per quello che a loro avviso doveva essere uno "scherzo": hanno cosparso di benzina il poveretto e senza pensarci due volte, gli hanno dato fuoco. Pensavano di poter spegnere le fiamme velocemente, ma così non è stato. Come se bruciarlo "solo un po'", fosse la cosa più ovvia del mondo… uno scherzo, per l'appunto.
Il comandante provinciale dei carabinieri di Roma - generale Vittorio Tomasone -sembra escludere, infatti, l'ipotesi che il gesto abbia sfondo razziale. Quella dei giovani pare essere pura e semplice volontà di concludere la notte, come dichiarato appunto da loro stessi, con un gesto eclatante.
La vittima, sebbene sia in prognosi riservata, non è in pericolo di vita: ha riportato ustioni di terzo grado alle gambe, alle mani, sul collo e su parte dell'addome. L'uomo si trova ora ricoverato presso il centro ustioni dell'ospedale Sant'Eugenio Paolo Palombo. A prendersi cura di lui, medici esterrefatti per quanto il malcapitato è stato costretto a subire.
Atti come questo non sono più l'eccezione: le vittime della violenza di bande di ragazzi privi di scrupoli, sempre più numerose. Guarda caso, alle spalle sempre famiglie tranquille. Davanti all'orrore, tutti dicono: "Chi l'avrebbe mai pensato? Sono sempre stati bravi ragazzi!" . Parole che lasciano il tempo che trovano e, intanto, di inasprire le pene per chi commette reati simili non se ne parla neppure.
RAZZISMO: NAPOLITANO, EPISODI RACCAPRICCIANTI - "Siamo dinanzi a episodi raccapriccianti che vanno ormai considerati non come fatti isolati ma come sintomi allarmanti di tendenze diffuse che sono purtroppo venute crescendo". Lo afferma, in una nota, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Rivolgo perciò un forte appello - afferma il Capo dello Stato - a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative perché si impegnino fino in fondo per fermare qualsiasi manifestazione e rischio di xenofobia, di razzismo, di violenza"



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