Ndrangheta, preso l'autore dell'attentato al pg Di Landro
E' stato il boss pentito Antonino Lo Giudice ad indicare nel boss Antonio Cortese l'autore materiale degli attentati di gennaio, agosto ed ottobre scorsi contro la magistratura di Reggio Calabria. Lo ha confermato il procuratore generale della citta' dello Stretto, Salvatore Di Landro. Il boss è stato germato dalla polizia al confine tra Italia e Slovenia.
"Assistiamo a questi eventi compiaciuti per i passi che si fanno verso l'accertamento della verita' e se son rose fioriranno - ha detto Di Landro - è stato il collaboratore ad indicare il nome dell'autore degli attentati. Certamente in questi ultimi mesi e' stato un grande problema arrivare ad accertare gli autori di questi reati". Sul ruolo dei pentiti Di Landro ha sottolineato che "bisogna andare alla ricerca dei riscontri, in ogni caso e' una strada che si sta percorrendo costruttivamente, speriamo bene".

Cortese, in particolare, è ritenuto il responsabile degli attentati dinamitardi compiuti il 3 gennaio e il 26 agosto contro la Procura generale e contro l'abitazione del procuratore generale Di Landro e di avere fatto trovare un bazooka il 5 ottobre scorso davanti gli uffici della Dda.
IL BOSS - Nei giorni scorsi era stato lo stesso boss Antonino Lo Giudice, che ha iniziato a collaborare con la giustizia, ad assumersi la responsabilità degli attentati: sarebbe stato proprio Lo Giudice a fare il nome di Antonio Cortese. Definito dagli investigatori "esperto nel maneggio e nel confezionamento di esplosivi", Antonio Cortese è commerciante di frutta e verdura e titolare di una profumeria a Reggio Calabria. Secondo quanto riferito da Lo Giudice agli inquirenti, Cortese aveva l'incarico di tenere sempre in ordine armi ed esplosivo.



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