'Ndrangheta, false perizie per evitare carcere a boss
False perizie mediche per far evitare il carcere ai boss. I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei indagati per concorso in falsa attestazione in atti destinati all'autorita' giudiziaria e falsita' ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, aggravati dalle finalita' mafiose. Al centro dell'indagine, i rapporti tra la cosca Pelle di San Luca e medici della usl di Locri e di una casa di cura privata calabrese, finalizzati a evitare il carcere agli affiliati. Accertato, in particolare, il rilascio al capo cosca Giuseppe Pelle di certificazioni sanitarie diagnosticanti false patologie neuropsichiatriche, ritenute incompatibili con il regime detentivo.
Ci sono anche due medici e un avvocato, oltre allo stesso boss e ad alcuni congiunti, fra i destinatari dei provvedimenti emessi dalla magistratura nell'ambito dell'operazione "Reale-Ippocrate" su presunto rilascio di perizie di favore a beneficio del capoclan della 'ndrangheta Giuseppe Pelle. Quella odierna prende il nome dalla prima operazione "Reale" del 2010, nel corso della quale venne arrestato proprio il boss Pelle. Medici e cliniche sarebbero coinvolti in un giro di false certificazioni a favore del capocosca. I due medici arrestati risiederebbero a Bianco e Cosenza; l'avvocato coinvolto sarebbe anche cosentino.



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