"Navi da crociera troppo vicine alla costa". Da Ischia a Venezia allarme in Italia

Ischia, Portofino, Giardini di Naxos, Sorrento, Laguna di Venezia. Sono tante le località di mare italiane abituate a vedersi sfilare le navi da crociera vicinissime alla costa. Un "problema" che in questi giorni è balzato in primo piano. A Capri soprattutto, dove viene fatto "il filo" ai famosi Faraglioni.
La legge prescrive che si debba restare a trecento metri, una fascia marina destinata alla balneazione quando sul litorale ci sia una spiaggia. Il limite si riduce a duecento metri nel caso in cui, invece della spiaggia, ci sia una costa a picco sul mare.
Ma da decenni le prescrizioni di legge a Ischia vengano clamorosamente eluse, come denuncia il Corriere del mezzogiorno. Un mare che si trasforma in autostrada: questo lo spettacolo che si offre a chi sosti sulle terrazze di Gradola, presso la Grotta Azzurra, oppure di Tragara, sui Faraglioni. Assurdità italiane prevedono che in un tratto di mare è riserva naturale (come allo stesso Giglio) transitino navi grandi come condomini.
VENEZIA AL CENTRO DELLE POLEMICHE - La laguna veneta è uno dei luoghi più "a rischio" per il passaggio delle grandi navi. In questi giorni è stato amplificato l'allarme per possibili incidenti di grandi navi da crociera in transito lungo il canale che dal Lido porta alla Stazione Marittima, passando davanti a Piazza San Marco. Proprio ieri Silvio Testa, portavoce del Cominato 'No Grandi Navi': ''Stamattina tra le 8 e le 9 un traghetto greco e' rimasto in panne nel canale della Giudecca, tra la Marittima e Sacca Fisola: sono dovuti intervenire i rimorchiatori. Non oso pensare cosa sarebbe potuto succedere se l'incidente fosse successo 500 metri prima, di fronte al molo di San Marco e invece che il panne il traghetto fosse stato ingovernabile, andando magari a sbattere contro il molo di San Marco o alla Punta della Dogana''.
E' intervenuto anche il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, il passaggio delle grandi navi davanti a San Marco è un "lusso" che evoca Marinetti e il Futurismo ma che la città non si può permettere. "Le vedo passare tutte davanti alla mia finestra", ha detto Baratta, che in passato è stato anche ministro dell'Ambiente. "E' una vista che mi ricorda Marinetti e il Futurismo più dello sbarco sulla luna o di un satellite, ma è anche un gesto forte e violento con cui la potenza del progresso sfida la fragilità del passato".
IL MINISTRO CLINI: "DEVIARE LE NAVI" - Dopo la tragedia della Costa Concordia all'Isola del Giglio il ministro Clini rilancia l'idea per risolvere il problema in un'intervista al Corriere della Sera. "Insieme al ministro dei Trasporti Corrado Passera, stiamo lavorando sull’applicazione dell’articolo 5 della legge 51 del 2001, che prevede che il ministro dei Trasporti e quello dell’Ambiente possano adottare di concerto dei provvedimenti per regolare il flusso di traffico navale nelle zone sensibili, anche per ragioni ambientali. E la laguna di Venezia è di certo una zona sensibile. Prenderemo un provvedimento in tempi brevi".
Questo significa che potrebbero non vedersi più le grandi navi a Venezia. Dice Clini: "Il governo non farà un provvedimento per decidere se le navi passano per il Canal Grande o entrano dalla bocca di Malamocco e passano per il Canale dei Petroli, ma metterà in chiaro e in evidenza che c’è un obbligo, che fa capo alla Capitaneria di Porto e all’Autorità portuale, di regolare il traffico nelle zone considerate sensibili. Richiamiamo una norma che già c’è e chiediamo che vengano adottate delle misure adeguate perché venga rispettata".
LEGAMBIENTE, STOP A ROTTE PERICOLOSE - Rotte sicure per le navi da crociera e per i trasporti pericolosi; vietato passare vicino alle aree protette, alle isole minori e nella laguna di Venezia; uso del VTS, il sistema satellitare di controllo del traffico marittimo) anche nell'Arcipelago Toscano. Questo il risultato dell'incontro che si e' svolto questa mattina all'isola del Giglio tra il sottosegretario alle Infrastrutture, trasporti e comunicazioni Guido Improta e i rappresentanti di Legambiente Sebastiano Venneri e Angelo Gentili. L'incontro era stato richiesto dall'associazione ambientalista per fare il punto della situazione del rischio inquinamento nel mare dell'Arcipelago Toscano. "Il sottosegretario Improta - ha dichiarato Angelo Gentili - ha fissato rapidamente l'appuntamento e risposto con disponibilita' alle nostre richieste di regolamentazione piu' severa e stringente per il trasporto nautico, parlando dell'esigenza di un patto tra sicurezza, ambiente e navigazione". L'ipotesi che ne e' scaturita riguarda la necessita' di stabilire rotte definite per le navi da crociera e per i trasporti pericolosi in modo da garantire una maggiore sicurezza per le persone e per l'ambiente, evitando le aree piu' delicate e preziose dal punto di vista ambientale e naturalistico come le aree protette, le isole minori e la laguna di Venezia, e la possibilita' di predisporre del VTS, il sistema satellitare di controllo del traffico marittimo ora in uso in poche zone molto sensibili, anche nell' area protetta dell'Arcipelago Toscano. "L'incontro di oggi e' stato molto positivo - ha concluso Sebastiano Venneri -. Auspichiamo ora che questa pagina vergognosa della navigazione italiana si trasformi in una vera occasione di svolta per la sicurezza e la tutela dell'ambiente".



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