'Salvi per messaggio in bottiglia' . Il racconto del capitano della nave sequestrata dai pirati
Se la "Montecristo" è stata liberata dopo 24 ore di sequestro da parte dei pirati somali, lo si deve alla freddezza del comandante Diego Scussat, che ha fatto le scelte giuste e ad un messaggio in bottiglia buttato in mare. Agli armatori del Gruppo D'Alesio ha raccontato: "Quando ci siamo resi conto dell'attacco, ci siamo blindati nella cittadella, zona che può essere chiusa e resa inaccessibile dall'esterno. Con una saldatrice abbiamo chiuso ermeticamente ogni entrata e poi abbiamo lanciato in mare una bottiglia con un messaggio". L'sos, scritto in inglese e recuperato da una fregata americana, diceva: "Siamo tutti salvi nella cittadella, i pirati che ci tengono in ostaggio sono undici".
Informazioni preziose per la marina militare italiana e quella inglese, che hanno liberato la nave. "I pirati hanno sparato ma stiamo tutti bene. Il personale si è comportato benissimo". Dalla cittadella, che si trova nel locale del timone, l'equipaggio avrebbe disturbato le manovre dei pirati, racconta sempre il comandante, dando una direzione al mercantile e interagendo con le bussole di bordo.
IL MESSAGGIO IN UNA BOTTIGLIA- Un messaggio in una bottiglia di plastica lanciata nel mare da un boccaporto della nave. Un espediente d'altri tempi che ha salvato i membri dell'equipaggio del mercantile dai pirati..
''Capisco che puo' apparire un po' romantico, ma è cosi''', dice il contrammiraglio Gualtiero Mattesi, comandante della flotta Nato che ha liberato la nave. Dopo aver attirato l'attenzione - con un razzo luminoso - della fregata americana De Wert che era stata mandata per prima sul posto ed aver steso una specie di lenzuolo (''con una scritta che pero' era illeggibile''), i membri dell'equipaggio hanno gettato in acqua la bottiglietta, che e' stata vista dalla fregata e recuperata con un gommone.
''Nel messaggio, in inglese - spiega l'ammiraglio Mattesi - c'era scritto che loro erano tutti salvi nella 'cittadella' (la zona blindata all'interno della nave) e che i pirati che li tenevano in ostaggio erano 11. Informazioni per noi preziose. La prima cosa da capire, infatti, era se l'equipaggio fosse effettivamente in mano dei pirati oppure no''.
Sul caccia 'Andrea Doria', la nave-comando dell'operazione antipirateria della Nato 'Ocean Shield', la notizia dell'abbordaggio del Montecristo e' giunta ieri mattina. ''Ho esaminato la posizione delle nostre navi e ho dato l'ordine di partire alle due piu' vicine'', ricostruisce Mattesi.
''La prima è arrivata sul posto questa mattina verso le 7 e ha subito cercato di capire se la nave fosse in mano ai pirati o all'equipaggio. La risposta è arrivata proprio grazie al messaggio nella bottiglia, lanciata in acqua da un boccaporto di poppa. Nel messaggio, oltre a chiedere aiuto, ci informavano che stavano tutti bene dentro la 'cittadella', che avevano il controllo del motore e del timone, ma che non potevano comunicare, perchè evidentemente gli apparati erano stati distrutti dai pirati. Inoltre ci dicevano che i sequestratori erano 11''.
Mentre la fregata Usa teneva sotto controllo la situazione, alle 13 è giunta sul posto la rifornitrice britannica Fort Victor, che ha subito messo in mare un certo numero di gommoni con a bordo dei team di Royal marines pesantemente armati. ''Dovevamo intervenire prima possibile per evitare che i pirati penetrassero nella cittadella'', spiega l'ammiraglio Mattesi.
Tutto era pronto per l'azione di forza (l'eventuale blitz era stato concordato tra il ministro della Difesa La Russa e il suo collega Britannico Fox), ma fortunatamente questo ''mostrare i muscoli'' delle forze britanniche, con un elicottero in volo armato e i gommoni dei marines che circondavano la Montecristo, e' bastato.
''All'improvviso e' apparso in coperta un pirata e gli e' stato gridato di arrendersi. E' quello che e' avvenuto. Sono usciti allo scoperto uno dopo l'altro, tutti e 11''. I Royal marines sono quindi saliti a bordo, hanno neutralizzato i sequestratori e liberato gli ostaggi. ''Non ho potuto ancora parlare con il comandante, ma so che stanno tutti bene'', assicura soddisfatto Mattesi. I pirati sono ora in stato di fermo sulla Montecristo. Appena possibile verranno trasferiti sul Doria, dove verra' convalidato il fermo. Poi si vedra'



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