Nave affondata, le testimonianze: "Sembrava di essere sul Titanic"
Barbara Antelmi, una delle tre abruzzesi che erano a bordo della nave affondata all'Isola del Giglio, racconta la sua esperienza e commenta che sembrava di essere "nel film sul Titanic". "Abbiamo sentito un rumore, come un treno su una rotaia, poi un boato forte. Volava di tutto, ho visto donne incinte e bambini che scivolavano da una parte all'altra, e i piccoli terrorizzati. Per un po' si sono spente le luci, e abbiamo preso i salvagenti, la nave si piegava velocemente. Ci hanno fatto salire sul ponte ma le scialuppe erano bloccate. All'inizio non si riusciva a capire cosa fosse accaduto, ci parlavano di una avaria al motore e all'impianto elettrico ma quando ho visto i camerieri piangere ho capito che era successo qualcosa di grave". Barbara se l'e' vista davvero brutta: "Stavo cadendo dal pontile - dice ancora - ed e' stato un cameriere a salvarmi. I soccorsi sono arrivati subito ma le scialuppe in mare erano solo due. Noi siamo state soccorse verso l'una e abbiamo avuto delle coperte alle 3. Non e' stata una bella esperienza" - assicura l'estetista che era a bordo con la sorella Cinzia e una collega.
"Mi hanno strappato dalle mani il giubbotto di salvataggio, ho spaccato un vetro e sono riuscita a prenderne uno per bambini, mi spingevano, sono caduta 2, 3 volte per terra, ho visto la morte". E' il racconto di Antonietta Simboli, una passeggera della nave affondata a largo dell'isola del Giglio. Terrorizzata racconta il panico vissuto dal momento dell'impatto all'evacuazione della nave. "La gente e' impazzita, i bambini venivano tenuti in alto dai genitori per paura di essere schiacciati dalla folla, tutti si prendevano a spintoni per tentare di salire per primi sulla scialuppa mentre il personale gridava che dovevano salire a bordo prima le donne e i bambini", racconta la donna.
Una ragazza di Latina ha spiegato che al momento dell'impatto moltissime persone erano al ristorante. "Il comandante non ha mai comunicato con i passeggeri, ho visto molte persone che si sono tuffate in mare per raggiungere la costa a nuoto". "Le scialuppe di salvataggio - ha raccontato la ragazza, Lucrezia - erano sovraccariche, sulla mia c'erano piu' di 130 persone e in alcuni casi non e' stato possibile dare la precedenza ai bambini perche' la gente provava in tutti i modi a salire". La ragazza ha voluto ringraziare la popolazione dell'isola del Giglio che nella notte si e' precipitata al porticciolo con coperte e viveri e ha soccorso i passeggeri.



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