Napoli, tratta di esseri umani: 7 arresti
Donne schiave delle donne. Una tratta di esseri umani a Napoli era gestito dalle "madame". Al centro della inchiesta, una organizzazione criminale la cui attività si estendeva tra Nigeria, Libia e Italia. I destinatari di misura cautelare sono sei donne e un uomo, tutti di origine nigeriana; cinque i provvedimenti eseguiti. L'indagine della sezione extracomunitari della Squadra Mobile coordinata dalal Direzione distrettuale antimafia partenopea è cominciata circa un anno fa e ha acquisito elementi che hanno portato a scoprire una organizzazione transnazionale nata in Nigeria. Agli indagati contestati ireati di tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
OLTRE MILLE VITTIME - Sono oltre mille le ragazze nigeriane vittime della tratta di esseri umani per lo sfruttamento della prostituzione messa in atto da un'organizzazione nigeriana con base logistica sul litorale Domitio, almeno nell'arco dell'anno in cui sono durate le indagini condotte dalla squadra mobile della questura di Napoli. Attraverso le intercettazioni, infatti, gli investigatori hanno tenuto sotto controllo cinque-sei barconi approdati in Sicilia con 200 ragazze a bordo. Stabilire, però, quante siano partite dalla Nigeria è difficile, anche se le conversazioni telefoniche mostrano che a decine morivano nei luoghi di sosta libici per stenti, mentre altre venivano 'dimenticate' e diventavano preda di altre organizzazioni che si servivano di quella struttura logistica.
30-40 RAPPORTI AL GIORNO - Il giro d'affari era lucrosissimo, dato che ogni ragazza poteva avere fino a 30-40 rapporti al giorno, per circa 30 euro ciascuno; somme che andavano direttamente alla 'madame' che gestiva 10-15 ragazze comprate dall'organizzazione. La rotta del traffico di esseri umani è la stessa di quella del traffico di droga e vede il litorale Domitio scelto come base logistica in Italia della mafia nigeriana. Al momento la presenza di minorenni tra le vittime di questa banda non è esclusa, anche perché le ragazze sono munite di documenti di identità falsi e fisicamente appaiono tutte mature. Le giovani ancora vergini non potevano venire in Italia; quelle che partivano erano selezionate in base all'età, alla bellezza e alla possibilità che la famiglia fosse proprietaria di case o terreni e offrisse garanzie per il pagamento del prezzo del viaggio, circa 6-7.000 euro.
LE INTERCETTAZIONI - Le intercettazioni rivelano anche che i trafficanti di esseri umani seguivano con attenzione l'evolversi delle intese tra Italia e Libia per bloccare l'immigrazione clandestina. Pur nella difficoltà per le interpreti di comprendere gli oltre mille dialetti parlati in Nigeria, dai discorsi emerge la preoccupazione per l'accordo raggiunto tra le due nazioni e la decisione di far viaggiare le ragazze con documenti falsi via aereo, sistema più costoso per l'organizzazione, ma i cui costi sono, spiega il capo della Mobile, Vittorio Pisani, ampiamente coperti dal volume d'affari della prostituzione, "incasso primario per finanziare il traffico di droga", controllato ormai dalla mafia nigeriana con base logistica nel casertano. Le ragazze, una volta giunte in Italia, erano tenute in soggezione dalle 'madame' attraverso riti voodoo, trattate come bestie e spesso oggetto di altre compravendite.



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