Napoli/ Primario suicida: è giallo

Venerdì, 27 febbraio 2009 - 09:27:00



Lo hanno trovato nel suo studio, con ancora la siringa che lo ha ucciso in mano. E' giallo a Napoli sulla morte del primario del reparto di chirurgia oncologica dell'ospedale Cardarelli, Salvatore Franzese, morto ieri nella sua stanza all'interno del nosocomio napoletano. Un suicidio che ha scosso profondamente la città, perché Franzese, sessant'anni appena compiuti, sposato e padre di tre figlie, era un medico molto noto e stimato.

IL CADAVERE- Il suo corpo senza vita è stato ritrovato da alcuni colleghi, che per entrare nella stanza hanno dovuto sfondare la porta chiusa a chiave. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri dopo aver ascoltato le prime testimonianze, Salvatore Franzese ieri mattina era arrivato regolarmente in ospedale e aveva trascorso una normale giornata di lavoro. Era stato a lungo in sala operatoria e, nel pomeriggio, aveva fatto il consueto giro nel reparto, per controllare i pazienti ricoverati. Insomma, un giorno che sembrava uguale a tanti altri. Nulla di anormale nemmeno nel fatto che a un certo punto si fosse chiuso in stanza: lo faceva spesso. Questa volta, però, i suoi colleghi si sono insospettiti perché lì dentro stava passando più tempo del solito.

Un'ora, forse due, e da dietro la porta chiusa nessun messaggio, nessun segnale. Così, attorno alle 18, alcuni medici del reparto hanno bussato e poi telefonato per cercare di rintracciare il primario, credendo che si fosse allontanato dall'ospedale. Invece il telefono squillava a vuoto e di lui non c'era traccia. È stato a quel punto che i colleghi, assieme alla moglie e ad alcuni infermieri hanno chiesto di forzare la porta. Lo spettacolo che si sono trovati davanti li ha scioccati. Franzese era a terra, già cadavere, e stringeva ancora in mano una siringa. Hanno cercato di rianimarlo, ma si sono immediatamente resi conto che non c'era più nulla da fare.

Sarà l'autopsia a stabilire le cause effettive del decesso, ma dai primi accertamenti sembra chiaro che il medico si è ucciso con un'iniezione letale. Che cosa lo abbia spinto a un gesto così tragico per ora è impossibile saperlo. Nelle ore immediatamente successive alla scoperta del corpo non sono emerse lettere né messaggi che possano spiegare il perché del suicidio. Intanto il reparto di chirurgia oncologica del Cardarelli è diventato un inferno. Secondo il racconto di alcuni testimoni, i medici e gli infermieri hanno cercato di tenere i pazienti all'oscuro della tragedia, ma la voce è trapelata e ci sono state scene di disperazione tra molti dei ricoverati, che si fidavano di Franzese e avevano affidato a lui le speranze di guarire da gravissime malattie.

Il cardiologo suicida era il cognato di Franco Roberti, il coordinatore della Dda e, tra pochi giorni, procuratore capo a Salerno. Prima del gesto estremo ha scritto una lettera indirizzata alle tre figlie, Sara, Alberta e carolina. "Mi ritengo e credo di essere una persona profondamente onesta". Nella missiva, acquisita dagli investigatori, il medico invita le tre ragazze a lasciare la città di Napoli.

INDAGATO - Secondo quanto si è appreso Franzese era coinvolto in una inchiesta condotta dal pm Francesco Curcio, della sezione reati contro la pubblica amministrazione, che aveva portato una decina di giorni fa ad una perquisizione all’interno dei locali della casa di cura napoletana Villa del Sole. Le presunte irregolarità ipotizzate dagli inquirenti riguarderebbero i rapporti del professionista con la casa di cura privata e l’attività di intramoenia. Secondo indiscrezioni nella lettera scritta alle figlie prima di togliersi la vita, il medico avrebbe proclamato la propria innocenza.

LA MOGLIE - "Era offeso, oltraggiato...". Rita Roberti, la moglie di Franzese, prova a spiegare così, fra la lacrime, il gesto del chirurgo che si è tolto la vita nel suo reparto con una iniezione letale. "Aveva avuto delle delusioni professionali, anche da qualche familiare di qualche paziente, perché in questo mondo c’è tanta gentaglia - continua - Lui diceva di non essere più a suo agio in questo mondo. Lo aveva detto anche ascoltando il festival di Sanremo, aveva trovato volgare Bonolis".

"Mio marito non ha mai lavorato a scopo di lucro: era buono, generoso, aveva file di gente davanti alla sua porta. Faceva favori a tutti. Ha operato moltissime persone anche gratuitamente - conclude - tutti i primari del Cardarelli possono confermarlo. L’amministrazione dei soldi passava per le mie mani, non c’era niente che non fosse in ordine: lui neppure vi andava mai in banca". Era pignolo, vitale, tenace, tutto doveva essere perfetto nel suor reparto, ricorda ancora la moglie. I coniugi Franzese erano tornati da pochi giorni da una vacanza negli Emirati Arabi Uniti. Una delle tre figlie era tornata qualche giorno fa da Bologna, dove studia, per essergli di sostegno: lo aveva sentito avvilito, al telefono.

FUNERALI - I funerali si terranno domani nella chiesa della Santissima Trinità di via Tasso alle 11. Il direttore generale Enrico Iovino riferisce che l’autorità giudiziaria ha dato il via libera per la celebrazione funebre: «La magistratura ha rimosso ogni ostacolo, ogni vincolo, e la famiglia ha deciso che i funerali si terranno sabato». Iovino esprime sorpresa e sconcerto per il gesto di un «ottimo professionista e grande amico: nessun incidente tecnico sul lavoro, nessun disagio professionale, nessun problema era mai emerso al Cardarelli di Napoli». «Ieri Franzese ha operato come al solito per tutta la mattinata fino alle 15 - ha riferito Iovino - poi è andato nel suo studio, come faceva ogni giorno, per sistemare le sue cose». Secondo la direzione del Cardarelli il suicidio è avvenuto intorno alle 16,30, ed è stato scoperto un’ora dopo dalla moglie di Franzese, Rita Roberti, neurologa del Cardarelli, e sorella del coordinatore della Dda.

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