Napoli, ogni ora 50 tonnellate di rifiuti
Sempre piena emergenza a Napoli e la situazione sfugge di mano. La bomba rifiuti rischia letteralmente di esplodere. Ogni ora si accumulano 50 tonnellate di spazzatura in più, ha denunciato l'assessore all'Igiene del Comune, Paolo Giacomelli, e non si vedono soluzioni efficaci. Oggi sulle strade di Napoli ci sono 2.700 tonnellate di rifiuti. L'unico rimedio, secondo l'assessore, è l'autorizzazione a sversare l'immondizia in altri siti della regione.
Continuano ad accumularsi difatti i rifiuti nelle strade del centro e ancor più delle periferie del capoluogo campano. Si parla di circa 1500 tonnellate da smaltire, anche se questi numeri quasi sicuramente sono sottostimati. Le 668 tonnellate di rifiuti che sono state smistate nella famosa discarica di Chiaiano non rappresentano dunque una soluzione.
![]() I rifiuti a Napoli raccontati in 30 scatti LE IMMAGINI |
Dove finiranno tutte queste montagne di immondizia? La paura di chi vive nei pressi dei siti candidati ad accoglierle è evidente. Il sindaco di Terzigno, Auricchio, ha firmato un’ordinanza con la quale vieta agli autocompattatori dei 18 comuni della zona vesuviana di raggiungere Cava Sari. "Ho firmato perché ho il dovere di tutelare la salute dei miei concittadini" - ha commentato il sindaco a fine di un affollato consiglio comunale svoltosi nella notte alla presenza di oltre 2000 persone. Intanto montagne di rifiuti continuano a sorgere davvero ovunque. Significativa la foto che mostra un cumulo di immondizia persino davanti casa del sindaco Rosa Russo Iervolino.
Nel capoluogo campano in strada ci sono oltre 2900 tonnellate di materiale, con i cumuli che crescono di 50 tonnellate all'ora. Il dato è stato riferito dall'assessore all'Igiene urbana Paolo Giacomelli, che ha partecipato a una riunione tecnico operativa in prefettura al termine della quale, ha raccontato, "il prefetto Andrea De Martino ha detto che informerà al più presto il governo che al momento non esistono soluzioni alla crisi dei rifiuti".
PALERMO - Ma l'emergenza non risparmia Palermo. Sono circa 1.200 le tonnellate di rifiuti che stazionano ancora nelle strade. L'Amia, l'azienda di igiene ambientale del comune, sta impiegando tutti i mezzi disponibili per il pieno recupero dell'attivita' e lo smaltimento dell'arretrato: il piano richiedera' un paio di giorni, secondo i vertici della municipalizzata commissariata, per raggiungere la piena efficienza. In discarica i tre trituratori stanno funzionando; in aggiunta alla raccolta meccanizzata ordinaria, l'Amia sta intervenendo in via straordinaria con squadre e mezzi dedicati in siti particolarmente disagiati.
La nuova fase dell'emergenza rifiuti continua a essere contrassegnata - anche la scorsa notte - dagli incendi appiccati da cittadini esasperati a cassonetti e a vere e proprie mini-discariche. Secondo Gaetano Pecorella, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie che sta svolgendo delle audizioni a Napoli in merito alla crisi dei rifiuti, "E' eccessivo parlare di rischio epidemia, ma la situazione e' difficile". Per Pecorella, occorre individuare subito una soluzione che passi attraverso un progetto piu' ampio e che "preveda dei termovalorizzatori, perche' i rifiuti vanno riutilizzati".
Il presidente della commissione sulle ecomafie annuncia che sara' ascoltato anche il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, "perche' - dice - ci e' giunta notizia di alcune rivelazioni da parte di nuovi collaboratori di giustizia in merito ad una possibile contiguita' tra la criminalita' organizzata e la gestione dei rifiuti". Secondo la Cgil, "un'ordinanza di agosto del commissario per i rifiuti in Sicilia, passata sotto silenzio, annulla l'obbligo di trattamento dei rifiuti urbani prima di collocarli in discarica". "Sempre piu' - rileva Michele Pagliaro, della segreteria regionale Cgil - la nostra regione si avvicina pericolosamente alla Campania".



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