I "morti viventi"
di Angelo Maria Perrino
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I due soggetti statuali, nel libero esercizio delle loro rispettive, alte funzioni e responsabilità, entrano in collisione, come è previsto che accada e come è regolamentato dalle norme: dov'è lo scandalo e la nefandezza?
La Chiesa Cattolica fa il suo mestiere e tenta di indirizzare le coscienze verso i principi del suo credo: dov'è la sorpresa?
A seguito di questo, un paese generalmente accusato di dividersi solo su questioni futili e di pura evasione, legge di bioetica e di biopolitica, riscopre Kant e Monod e s'infervora e s'appassiona: dov'è la paura?
Possibile che tutto debba finire in farsa, con demonizzazioni, dietrologismi, urla, strepiti e minacce?
Possibile che non ci si renda conto che è in corso (finalmente) un nobilissimo confronto tra principi (semel in anno) e tutto vada svilito a intrigo, raggiro, manovra, piccolo cabotaggio, tornaconti personali e politici?
Possibile che non si riesca a mantenere alto, civile e approfondito il clima del dibattito, come richiede la delicatezza e drammaticità della circostanza e della relativa problematica? Possibile che sfugga del tutto la complessità e che, anziché creare le condizioni perché emergano con la maggiore chiarezza possibile tutti i termini e gli aspetti coinvolti, l'approfondimento necessario venga strozzato tra le randellate delle fazioni contrapposte e tutto venga banalizzato e mortificato? Possibile che nel vuoto degli argomenti e nel ritardo colpevolissimo delle soluzioni istituzionali e politiche (di cui è responsabile l'intera classe politica al potere in questi 17 anni e non questo o quello schieramento a seconda delle simpatie), si debba ricorrere sempre al famoso argumentum ad hominem, ben evidenziato dai logici, in base al quale si ricorre (da destra e da sinistra) alla scorciatoia dell'attacco alla persona proponente, piuttosto che alla confutazione anche forte, rigorosa, virile, dirimente, definitiva, dura della tesi che egli si è assunto la responsabilità pubblica di sostenere?
Perché non abbandonare clave e randelli, fischi e invettive, trombe e tamburelli? Perché la piazza ora (da destra e da sinistra, da laici e da fideisti) e non il Parlamento, rimasto assente in tutti questi anni? Perché non lasciare nel letargo e nell'oblio, in cui ormai sono stati o si sono relegati, vecchi arnesi della politica e narcisi dell'intellighenzia che non hanno più nulla da dire e da fare? Perché non mobilitare invece le migliori energie scientifiche, etiche, politiche, filosofiche, deontologiche e far sì che possano esprimersi fragorosamente e rigogliosamente, stimolando con loro e proprio attraverso il loro confronto un incremento delle conoscenze collettive e un progresso civile e culturale?
E individuando infine il nodo complesso della questione e la soluzione migliore, attraverso il varo urgente di una legge che regolamenti la gestione medica e morale di questi "morti viventi" come la povera, splendida Eluana? Dando a un povero genitore angosciato e sofferente come Beppino (e come sua moglie), rimasto solo e finora inascoltato nelle sue quasi ventennali petizioni e pubbliche denunce, le regole giuridiche e medico-scientifiche condivise e codificate da un Paese civile e democratico, da seguire per esercitare il suo difficilissimo mestiere di padre sfortunato e colpito, interpretato finora con grande dignità e grande scrupolo umano e giuridico nella colpevole e inerte latitanza dei pubblici poteri, anch'essi, come Eluana, morti viventi.



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