Moda/ Ritorna la camicia e il jersey. La ricetta anticrisi per la primavera estate 2009
LA MODA SI VESTE ANTICRISI - Abitini bon ton modellabili e stampati come opere d'arte, ricami e trasparenze, orientalismi e esotismi, gran ritorno della camicia e del jersey, un tempo tessuto low cost ma amatissimo da Mademoiselle Coco, soprattutto del colore. Anticrisi, antirecessione, antidepressivo per non mortificare, ma esaltare la femminilità. Sono alcune delle linee guida della moda per la prossima primavera -estate. Nessun timore, per molti stilisti italiani, di puntare sul lusso. Elegante, estremo, non gridato, molti di loro hanno giocato su ardite sperimentazioni sartoriali e futuristiche. Dopo l'overdose di pizzo di questo inverno Miuccia Prada, per esempio, volta pagina. Ritorna alle origini, ad un primitivismo 'vissutò, proponendo abiti 'fai da tè, modellabili sul corpo, con inserti metallici e oleogrammi corporei. Anche per Miu Miu, la linea giovane, un ritorno al passato. Abiti plissettati e asimettrici, stretti in vita da sottolissime cinture, creati su splendide stampe ispirate ai mosaici romani e agli affreschi pompeiani.
Una collezione di gusto retrò per Marella Ferrera, la stilista siciliana che domenica prossima sfilerà a Roma a Santo Spirito in Sassia. "La prossima primavera - estate - racconta - sarà un inno al colore, il rosa, il lavanda, per esempio, sovrapposti, manipolati, ristrutturati. Ho lavorato su antichi archivi di famiglia, ho ripreso in mano stoffe e tessuti che credevo perduti. Li ho ricomposti come all'interno di un gioco. Non mancheranno i ricami - ha aggiunto la stilista siciliana- ma questa volta ingabbiati, imprigionati nel tulle con un effetto assolutamente avvolgenti e luminosissimi".
LA CAMICIA - Rilancia la camicia, anche al posto della giacca, lunga, alla vita, con collo o senza, con maniche importanti o semplicemente da uomo, la maison Gattinoni con il suo direttore creativo Guillermo Mariotto. "Non è il momento della giacca - spiega Mariotto- Troppo formale. Consiglio comunque di non escluderla dal prossimo guardaroba. E se proprio le signore devono... Con le spalline piccole piccole, quasi invisibili". Gran ritorno della gonna per la storica maison romana, fondata da Fernanda Gattinoni, da indossare sempre con scarpe altissime e zeppa in legno etnochic. Gonne pantaloni, con un'apertura fino a 30 centimetri stile 'Grande Gatsby', ma anche mosse, a trapezio, a pieghe, plissè, come quelle dei collage inglesi. O in jersey. Tessuto popolarissimo, scoperto e riabilitato da Coco Chanel.
PANTALONI A SIGARETTA PER GUCCI - Pantaloni a sigaretta e sahariane, mini abiti, giacche e gilet di taglio maschile per una infaticabile viaggiatrice. È la proposta di Frida Giannini per Gucci. Uno stile che sposa l’urban chic (dominano i colori caldi della terra, il marrone, il cachi, l’azzurro, l’arancio) all’esotismo più estremo.
ARMANI ORIENTALE - Esotismo e orientalismi, estrema leggerezza dei tessuti per Giorgio Armani. Giacche morbide, gilet di maglia, gonne lunghe sino alla caviglia (bianco, blu e rigato, effetto crociera), collane corpetto, come gioielli e sontuosi collier iondiani. Giungerà direttamente a Roma dall’Indocina, sabato prossimo, la giovane stilista Minh Hanh. Portavoce di una tradizione antichissima, ma amata da molte signore del jet-set, per la prossima primavera -estate Minh Hanh consiglia lunghe e comodissime (ma anche eleganti) casacche, con profondi spacchi laterali, indossate su pantaloni larghi (elegantissime e severe anche per le signore over size). Una curiosità. I tessuti impiegati dalla giovane stilista indonesiana (sfilerà a Santo Spirito sabato prossimo) sono ricavati dalla vegetazione del luogo, colline e montagne, ricamate con perline di vetro e legno.
TACCHI A SPILLO PER VERSACE - Per Donatella Versace l’abito "deve essere utilizzato dalla donna come strumento di autoaffermazione per imporre se stesse e la propria identità nel mondo". Donatella Versace punta soprattutto sui particolari. I decori a forma di cuore, le zip sportive, gli origami di maglia di metallo, come i tacchi delle scarpe, ma soprattutto le stampe, disegnate dall’artista olandese Julie Verhoeven, che celebrano l’universo di Atlantide. E di stampe si parla anche nella collezione di Moschino. Tessuti sfumati e aerografati, che ricordano le albe e i tramonti, lasciano intravedere fiori e rocce. Atmosfera “seventies”, quelle delle brave e orgogliose ragazze degli anni ’60, per Moschino, che utilizza per i suoi abiti anche rasi lucidi tinti.



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