Moda/ Armani? Non se lo fila più nessuno: è boom del fashion low cost

Lunedì, 2 febbraio 2009 - 09:10:00

E gli stilisti d’Alta Moda che fanno? Si adeguano, come confermano ad Affaritaliani i diretti interessati, a partire da Lorella Signorino, la stilista di Love Sex Money, che afferma: “Ho modificato la struttura delle collezioni ottimizzando le proposte. Non solo ho investito molto in ricerca del nuovo ma anche nel contenimento generale dei prezzi”. Sulla stessa linea Gaetano Navarra: “Stiamo facendo più attenzione a contenere i prezzi, senza rinunciare alla qualità. Ormai i clienti non comprano più nulla che sia più caro di quanto non ritengano corretto. Il mondo della Moda è destinato a cambiare: le nuove parole d’ordine saranno discrezione e austerità”.


Lorella Signorino, stilista di Love Sex Money
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E ancora, Carlo Pignatelli, apprezzato molto anche in Spagna dove sono presenti già da diversi anni diversi monomarca della maison, racconta: “Nelle mie collezioni non è cambiato assolutamente nulla, anzi, facciamo continuamente ricerca di tessuti e materiali per innovarci sempre più, soprattutto in questo momento poco positivo per il mercato mondiale. Ma con l’ambizione di cercare un migliore equilibrio nel rapporto qualità/prezzo”.


Ermanno Scervino
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Non diversamente Ermanno Scervino dice: “La mia creatività non è cambiata con la crisi, da sempre cerco di realizzare prodotti innovativi che abbiano la forza di imporsi sul mercato. In questo momento sto però più attento a far si che le mie scelte di stile siano anche valide in termini di marketing”. Insomma oggi i clienti vogliono innovazione, qualità, servizio, ma anche – e soprattutto - prezzi contenuti.


Milano Moda Donna, i backstage delle sfilate
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Cosa aspettarci quindi dal futuro? Per Max Mazza, ideatore del marchio Zona Brera, i prossimi dieci anni segneranno la fine del monomarca: “Il flag store è fallimentare per diverse ragioni. Da un punto di vista economico, è troppo impegnativo: ha costi elevatissimi e va aperto in punti strategici. Inoltre crea dei problemi a livello di creazione dell’offerta: lo stilista dovrebbe offrire sempre campionari a 360 gradi per venire in contro alle richieste di una clientela che oggi ama giocare con i capi e con gli abbinamenti. Per questo avranno molto più seguito gli spazi multi brand strutturati con diversi corner. Hanno un doppio vantaggio: consentono all’azienda esporre la propria merce con un costo limitato e al consumatore di scegliere tra diverse proposte nello stessa location, risparmiando tempo e denaro”. E conclude: “Oviesse Industries, a Milano in corso Buenos Aires, è un ottimo esempio di come cambierà la distribuzione nei prossimi anni. E dobbiamo essere pronti inoltre all’esplosione di nuove catene, già molto affermate all’estero, come la portoghese Gasin e l’olandese River Island”.

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