Professione mistress/ Lucrezia: fruste, manette, torture... ma niente sesso. Tutti i segreti di una vera dominatrice
| L'INTERVISTA ESCLUSIVA DI AFFARI Il sessuologo Marco Rossi ad Affari: "Sadomaso in crescita? Perché l'uomo ricerca il piacere" |
di Nicole Cavazzuti
Non confondetela con una escort, né tantomeno con una prostituta. Lucrezia è una Mistress. Una "padrona" professionista, una donna che per mestiere tortura gli uomini. E che guadagna, quando va bene, anche 10mila euro al mese. Una cifra altissima, certo. Ma non stupitevi: è una delle migliori, una pioniera in Italia in questo lavoro. A dispetto delle sue origini borghesi e dei suoi studi umanistici. “Sono nata in una famiglia benestante nei dintorni di Milano che ignora la mia seconda vita. Dopo il liceo classico mi sono laureata in Lingue Straniere e ho cominciato a lavorare come interprete in Francia. A quei tempi internet non esisteva ancora, ma c’era il videotel, che in Francia si chiamava minitel, una tecnologia che permetteva di chattare”, racconta Mistress Lucrezia ad Affaritaliani, che è andato a trovarla nel suo "dungeon" (lo studio delle torture) milanese, attrezzatissimo. Dove, davvero, non manca proprio nulla: dalla gabbia alla croce di San Andrea, fino alla gogna, allo specchio per voyerurs e alla stanza del medico. “Quando lavoravo a Parigi la sera a casa mi rilassavo spesso chattando sul minitel. Una sera mi imbattei in una stanza dedicata a utenti appassionati di pratiche fetish e sadomaso, che conoscevo pochissimo e che mi incuriosivano. E così ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo, ma solo in seguito alla proposta di lavorare part time la sera come Mistress virtuale ho trasformato una curiosità in una professione”.
Sei stata una della prime Mistress a sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie! 1.jpg)
Mistress Lucrezia
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“Sì, ho sempre avuto curiosità per le nuove tecnologie. Oggi infatti un ho sito molto curato (clicca qui per vederlo, ndr)”.
Che cosa facevi allora?
“Allora il mio lavoro consisteva nel dominare gli uomini con la scrittura e la fantasia. Era divertente e oltretutto arrotondavo bene”.
E sei diventata una professionista...
“Dopo diversi mesi passati a chattare, un cliente mi chiese un incontro dal vivo. Superai l’imbarazzo, andai a comprare abiti e strumenti adatti per l’occasione e mi presentai all’appuntamento. Fu il mio battesimo”.
Risultato? 
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Mistress Lucrezia racconta: "Così torturo i miei clienti"
“Migliore del previsto! Lui si dichiarò soddisfatto e io mi resi conto che il ruolo di Mistress mi divertiva. Ma da lì a potermi definire una professionista ne è passato di tempo! Una tappa cruciale della mia carriera fu l’incontro con una Mistress maggiore di me, che mi chiese di farle da aiutante. Lei mi insegnò i trucchi del mestiere. E a un certo punto guadagnavo così bene che decisi di dedicarmi solo a questo lavoro”.



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