Milano/ Lo stalker della Hunziker a processo
Disposta la citazione diretta a giudizio per Pietro Pingitore, il 48enne arrestato lo scorso ottobre a Genova con l'accusa di stalking ai danni di Michelle Hunziker e della figlia 13enne poco prima che la showgirl si recasse in teatro per uno spettacolo. In base a quanto contestato dal pubblico ministero Brunella Sardoni, Pingitore avrebbe perseguitato Hunziker per mesi, inviandole lettere d'amore e di minaccia definite nell'imputazione dal contenuto di volta in volta "delirante", "petulante", fino a farsi "minaccioso e ingiurioso". Il processo comincerà l'8 giugno davanti alla prima sezione penale. 
"Ieri sera hai sentito il mio sguardo che ti accarezzava e i miei occhi che ti baciavano?", "Ieri sera tra le belle sorprese c'è stata anche quella di vedere Aurora dolcissima e biondissima, ho fatto un po' fatica a riconoscerla ma poi ho percepito la sua energia limpida e cristallina e ho avuto come la sensazione che Aurora volesse venirmi vicino per abbracciarmi". Queste solo alcune delle email inviate da Pingitore, autodefinitosi "guerriero dell'anima" sul sito di Soulness, un'associazione da lui fondata e ritenuta "il cordone ombelicale che unisce l'essere umano all'infinito" perchá riunisce "il popolo dei cristiani della nuova era".
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Dopo l'arresto Pingitore, che ha una precedente condanna a 2 anni di reclusione per aver sequestrato per quattro giorni una sua ex dipendente con cui gestiva una palestra di arti marziali, ha confessato gran parte delle accuse contestate oggi. Lungo, nel capo di imputazione, l'elenco delle minacce e degli insulti inviate via email a Hunziker: "Prima o poi ti sfregio quel viso da puttana", "Ciao amore mio, domani ci sarà una prova evolutiva forte per te, la tua incolumità potrebbe venire minacciata, ma stai serena perchá ho già inviato sul posto degli amici potenti che si prenderanno cura di te", "Dai apri troia, prima o poi ti ammazzo, stai zitta puttana, sei solo una gran troia". Ce n'è abbastanza per incutere "fondato timore" a Hunziker "per l'incolumità propria e della figlia", sosteneva il pm nella richiesta di arresto. A giugno, dunque, l'avvio del processo.



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