Milano/ Sorpresa nuda con gli alunni: in carcere la sexy prof
E' stata arrestata dai carabinieri nella sua casa di Pietracatella (Campobasso) e portata in carcere la sexy prof al centro di un caso a luci rosse avvenuto a novembre del 2006, quando la donna era supplente in una scuola del Milanese. La professoressa di matematica D.E.G., che ora ha 37 anni, era stata sorpresa da una collega in un'aula della scuola media "Segantini" di Nova Milanese mentre era in atteggiamenti compromettenti con cinque suoi studenti minorenni. La donna è stata arrestata dai Carabinieri della stazione di Sant'Elia a Pianisi (Campobasso) e dovrà scontare la pena di due anni e quattro mesi di reclusione per atti sessuali con minorenne e calunnia. L'insegnante molisana aveva sempre respinto le accuse, sostenendo di essere stata «costretta» dagli alunni.
I FATTI - Quella mattina la classe era andata in palestra per la lezione di educazione fisica. Dopo mezz’ora si era presentata l’insegnante di matematica e aveva preso in consegna 5 tredicenni: "Questi ragazzi li porto via con me — aveva detto alla collega —. Sono indietro con il programma, hanno bisogno di un po' di ripetizioni di aritmetica". La prof di educazione fisica le aveva affidato i ragazzi senza alcun problema. Alla fine dell’ora, visto che i cinque alunni non erano ancora ritornati, l'insegnante di educazione fisica li ha cercati per tutta la scuola, fino ad aprire la porta dell’aula di sostegno. Si è trovata di fronte la scena che poi ha raccontato alla preside e ai carabinieri: i banchi erano stati tutti spostati in un angolo e sopra c’era l’insegnante di matematica, completamente nuda, in compagnia di tre suoi studenti con i pantaloni abbassati. Gli altri due assistevano alla scena, uno in piedi e l’altro seduto su una sedia. "Credevo di svenire — ha raccontato l’insegnante ai carabinieri —. Appena mi hanno vista, i ragazzini si sono rivestiti e sono fuggiti via, mentre la mia collega ha cominciato a parlare, cercando di giustificare quello che avevo appena visto. Mi diceva che erano stati i ragazzi a convincerla a vivere insieme a lei quella che ha definito "un’esperienza un po’ forte". Ma non sono stata a sentirla. Ero sotto choc, ho lasciato l’aula e sono corsa dalla preside alla quale, ho raccontato quello che avevo visto".
LA DIFESA- Interrogata, la supplente aveva sostenuto di essere lei la vittima degli abusi, ma gli investigatori non le hanno creduto, accusandola anche di calunnia "Questa è un’accusa che ci ha dato particolarmente fastidio - ha detto uno dei difensori di parte civile, l'avvocato Maurizio Bono — ancora più grave se pensiamo che è un'insegnante a gettare discredito sui suoi alunni, alcuni poco più che bambini, attribuendogli un reato così grave; siamo contenti che la verità sia emersa, e ci auguriamo che la vicenda sia chiusa una volta per tutte".



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