Milano Moda/ Elisabetta Gregoraci regina della giornata sfila per Scervino. E Flavio sorride...
![]() Il backstage delle sfilate. Foto di Nicole Cavazzuti GUARDA LA GALLERY |
SCERVINO- Flavio Briatore sorride in prima fila. E sua moglie sfila per Ermanno Scervino. Uno Scervino particolare, tutto anti-crisi, perchè "va affrontata a colpi di creatività e non certo presentando capi mesti". È questo lo spirito con cui lo stilista ha dato vita alla collezione per i prossimi freddi: "Nei momenti difficili si tocca il fondo, ma poi la risalita è fortunata. Chi sprofonda è per debolezza o perchè è stato prima imprenditore e poi stilista". Ecco allora una collezione che fa della sperimentazione il suo filo conduttore: contrasti di materiali, tessuti 'secchi ma scultorei e abitini aderenti con corpetto dominano la sfilata chiusa dall'uscita di Elisabetta, ammirata dal manager.
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BYBLOS - Sono teclologiche, invece, le modelle che presentano la collezione per i prossimi freddi di Byblos. Lo stilista Manuel Facchini ha infatti pensato a una donna digitale per realizzare una collezione dalla forte impronta hi-tech, nata dallo studio di linee e forme sui programmi 'autocad'. Questa filosofia techno, apprezzata dall'attrice Martina Stella, ospite della sfilata, si declina in maglie 3D con effetti a piramide, nei plissè a nido d'ape, nei grafismi degli abiti che assumono consistenza plastica man mano che dalla vita scendono ai piedi.
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MOTOCICLISTE UNDERGROUND PER C'N'C - Motocicliste un pò punk e può underground sfilano sulla passerella di C'n'c, marchio giovane disegnato da Ennio Capasa e prodotto dalla commissariata Ittierre. Per i prossimi freddi, lo stilista punta su una paillettes rivoluzionaria: non più ricamata su giacche e vestiti, ma fusa con la lana e inserita nel jersey per un effetto più opaco e dall'aria urban. Protagoniste della collezione anche le borchie, le cerniere in tutte le salse, i pantaloni da biker sagomati e con imbottiture protettive, le tute che terminano in tronchetti o stivali in camoscio e pelle.
![]() La sfilata di C'N'C GUARDA LA GALLERY |
DOLCE E GABBANA - D&G all'Opera! Ma non per modo di dire: stavolta Domenico Dolce e Stefano Gabbana, per la loro linea più giovane e modaiola, sembrano aver saccheggiato un prestigioso teatro lirico. La collezione D&G è ironica ma sontuosa: il sipario di velluto diventa tante gonnine rigonfie, il capitonnè dei palchi si trasforma in cappottini da sera. I diminutivi sono d'obbligo, perchè tutto è corto, anche i sontuosi e rigonfi abiti delle prime scaligere, tagliati senza pudore per scoprire le giovani gambe. È tutto un giocare con la lirica, in questa sfilata neoromantica: sulle t-shirt c'è il volto della Callas che proprio al Metropol (ex teatro sede delle passerelle dei due stilisti) incise la Norma nel 1954.
FAY LANCIA GIACCONE ANNABELLE - Il giaccone sportivo 'Annabellè è l'icona della collezione Fay per il prossimo autunno-inverno disegnata da Giles Deacon. In cotone spalmato, con cintura alta in vita, ha il collo chiuso da una zip che si apre mostrando la stampa camouflage scelta anche per la fodera. La collezione disegnata da Deacon, chiamato da tre stagioni a dare un tocco di modernità e romanticismo in più al marchio del gruppo Tod's, si compone di circa 40 pezzi, tra cui cappotti arricchiti da minute mantelle trapuntate o gilet oversize, piumini multicolor e trench in satin cangiante con applicazioni di rose in gros-grain su maniche, collo e profili.
HOGAN A CACCIA E PESCA - I codici stilistici della caccia e della pesca vengono ridisegnati in chiave urbana, e persino sexy, nella nuova collezione Hogan (Tod's) dove il tradizionale anorak si rinnova in un materiale tecnico spalmato con coulisse in vita e grazie alla fodera laminata, il collo a vulcano e le cerniere diagonali sui polsini. Anche l'iconica calzatura Hogan sperimenta nuove proporzioni con il plateau dal volume pieno.
FERRE'. Silhouette decisa e spigolosa, spalle a pagoda (un pò da strega cattiva, per la verità), colli a gorgiera, gonne a boule ma anche a scatola, volants e micropieghe a fisarmonica. C'è qualcosa di vittoriano, un tocco di gotico, un accenno di inizi 900: ma tutto è ben miscelato senza troppe citazioni. Il punto più alto della sfilata è forse quello dei cappotti che uniscono magicamente il visone con la volpe e l'astrakan, in un mix che confonde passamanerie e punti luce. Abiti a sbalzo, a rilievi, colori dal nero al marrone ebano, dal verde bottiglia al viola ametista con il tocco vessillifero della camicia bianca con un fiocco arrotolato come un papiro. Aggiungiamo la notazione dei tacchi in vetro di Murano (forse non era necessario) e foglie d'acanto. Simbolo di sogni di gloria? Diciamo beneauguranti per la prima maison italiana commissariata dal governo, insomma, per un pò almeno, quasi statale.
GIORGIO ARMANI. "La grinta non è mai abbastanza": lo dice Giorgio Armani, ed è il commento alla sua sfilata, piena di pantaloni-guaina. giacchine ora cortissime, perfino in cocco argentato o in velluto segnato da bottoncini come una divisa militare. Spalle sostenute, ma non più esagerate. Vernice nera (un pò fetish, come 20 anni fa) per baschetti e guanti. E tanti calzoni: finalmente, dirà qualcuno, visto che 're Giorgiò è stato il sovrano dei tailleur maschili in chiave femminile. Ma nella versione della linea Giorgio Armani per l'autunno-inverno 2009-2010, i pantaloni sono stretti, anzi stretch, incollati addosso a donne perfette. Anche gli abitini sono elasticizzati, perfino in velluto e raso («sono sicuro che andranno come panini» dice Armani), sempre corti e mai senza le calze coprenti ton sur ton. Il risultato non è castigato, la silhouette è in evidenza, ma protetta, quasi dovesse affrontare grandi cimenti. Di giorno sempre tacchi alti, anzi altissimi, dai quali si può scendere solo la sera per calzare stivali piatti che danno al passo un'andatura elastica ed elegante: "Gli stivali di giorno sono scontati e non si possono far sfilare cose scontate", spiega lo stilista.



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