Migranti, Parigi avverte Roma: "Il lasciapassare è un problema"
Lunedì, 25 aprile 2011 - 19:34:00
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Il ministro degli Esteri Franco Frattini e' tornato a chiedere una verifica dell'accordo di Schengen, alla luce dei cambiamenti avvenuti nel mondo e del tempo trascorso da quando fu deciso il principio della libera circolazione nell'Unione Europea. "Non e' in discussione", poiche' esso "e' uno degli assi portanti dell'Europa, insieme all'euro" ma, ha spiegato il capo della Farnesina, "cio' non esclude che si debba "analizzare come questo strumento sia da adattare ai tempi e al mondo che cambia rapidamente. Insomma, un tagliando. Del resto e' stato fatto anche all'euro, quando e' cambiato il patto di stabilita' e di crescita". La Francia per il momento non cambia le sue posizioni sugli immigrati tunisini. Parigi ha ribadito di voler rispettare gli accordi di Schengen e accogliere solo chi possiede un titolo di soggiorno, un documento di riconoscimento e risorse sufficienti per rivere in Francia e tornare in Patria. Per la Francia il lasciapassare concesso dall'Italia ai migranti e' un "problema". Ma e' pur vero che le ultime dichiarazioni hanno mostrato la volonta' dei Parigi di tentare di trovare una "soluzione comune" e di risolvere ogni dissidio tra dee Paesi dalle "relazioni amichevoli antiche, durature e profonde".
A Villa Madama si parlera' dell'ipotesi di cambiare il Trattato sul fronte dell'immigrazione, rafforzando il ruolo di Frontex, l'agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Ue. Ma si tentera' anche di rafforzare l'asse comune per indurre la Tunisia ad una maggiore cooperazione nel contrasto all'esodo di immigrati. Frattini ha annunciato che domani il governo italiano, proporra' "strumenti di aiuto concreti". "Andrebbe approvata", ha spiegato, "la proposta che porterebbe la Bei a varare finanziamenti a lungo termine per 10 miliardi di euro a favore dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo. E in parallelo si proporra' di avviare la costituzione della Banca Mediterranea". Sulla Libia c'e' in questo momento una situazione piu' distesa. Il 5 maggio Roma ospitera' la riunione del gruppo di Contatto. Sembrano scivolati in secondo piano i malumori dell'Eliseo, che avrebbe auspicato un maggiore impegno dell'Italia nella campagna militare contro le forze di Muammar Gheddafi.
Le due Difese si sono trovate concordi nella decisione di inviare addestratori a sostegno dei ribelli, e accomunate alle "conseguenze" minacciate dal governo libico. Altro terreno scivoloso, quello dei dossier economici, dove i due Paesi si sono scontrati dopo i tentativi di scalata di Lactalis a Parmalat, di acquisizione di Bulgari da parte di Lvmh, gli screzi tra Edf e i soci italiani per il controllo di Edison. Ma anche in questo campo ci sono occasioni di incontro, ora che sembra essere diventata piu' semplice la corsa del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, alla presidenza della Bce. La Germania e proprio la Francia hanno aperto alla nomina dell'inquilino di Palazzo Koch all'Eurotower. A riferire della buona predisposizione del presidente francese Nicolas Sarkozy e' stata l'agenzia Bloomberg, citando fonti ben informate e affermando che il sostegno potrebbe essere ufficializzato gia' domani a Roma. Infine, a Villa Madama non si manchera' di affrontare il tema del rilancio del nucleare, di cui Parigi e' grande sostenitrice, ma che, almeno per ora, e' stato bloccato dal governo italiano.



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