Miccoli/ Indagini sui rapporti tra il calciatori e il figlio del boss
Un'informativa della Direzione investigativa antimafia di Palermo è al vaglio della procura del capoluogo siciliano: in essa gli agenti che davano la caccia al boss Antonino Lauricella, detto 'Scintilluni', catturato ieri mattina dalla polizia nel quartiere di Ballaro', segnalavano i "frequenti e continui rapporti" di amicizia che legherebbero il figlio del cosiddetto "re del pizzo",
Salvatore Lauricella, al calciatore Fabrizio Miccoli, numero 10 del Palermo calcio e protagonista della vittoria rosanero di domenica sera allo stadio Barbera contro l'Inter. Lauricella era ricercato da sei anni. Il figlio, incensurato e titolare di due rivendite di ciclomotori, avrebbe anche frequentato lo stadio assieme a Miccoli: in un'occasione i due sarebbero stati ripresi e fotografati insieme nella tribuna del "Barbera".
Miccoli non è indagato e finora il pool coordinato dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci non aveva deciso di ascoltarlo nemmeno come persona informata sui fatti, per non pregiudicare le indagini in corso. Adesso i magistrati potrebbero sentirlo "a sommarie informazioni" per capire come mai l'attaccante rosanero avesse rapporti con il figlio del latitante di mafia numero uno di Palermo. Il 25 ottobre 2009 Miccoli aveva subito una misteriosa rapina in casa: mentre lui giocava allo stadio contro l'Udinese, due sconosciuti a volto scoperto erano entrati in casa e avevano costretto la moglie del calciatore a consegnare tremila euro in contanti e un anello da 30mila euro.
Due mesi piu' tardi altri due calciatori del Palermo, Edinson Cavani (poi ceduto al Napoli) e Nicolas Bertolo erano stati vittime di un'altra rapina, avvenuta per strada. Stessa sorte è toccata nel febbraio scorso all'altro attaccante Abel Hernandez. Fabrizio Miccoli abita nei pressi del popolare quartiere del Borgo, una delle "zone d'influenza" di Lauricella-Scintilluni e proprio li' avvenne la rapina.



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