Meredith/ Difesa Rudy: "Guede non ha violentato Meredith"
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"Rudy è la persona più facile da aggredire, lo sapevamo ed è quello che è successo". Cosi' l'avvocato Walter Biscotti al termine della prima parte dell'arringa difensiva nei confronti dell'ivoriano, svolta davanti al gup di Perugia, Paolo Micheli. In questa prima parte i difensori di Guede nel criticare la ricostruzione accusatoria hanno dedicato un capitolo anche alle critiche alla verita' di Raffaele Sollecito cosi' come e' emersa dall'arringa difensiva di ieri.
"Noi ieri abbiamo assistito - ha aggiunto Biscotti - ad una ulteriore ipotesi sostanzialmente accusatoria, largamente prevedibile, largamente prevista, come di quelli - ha concluso - che stanno accusando e cercano disperatamente di attaccarsi a quello che trovano vicino".
Il legale ha comunque dichiarato "siamo sereni, abbiamo offerto alcune argomentazioni decisive, abbiamo soprattutto cercato di ingenerare nel giudice quelli che noi riteniamo i dubbi di questa ricostruzione accusatoria". Invitato dai giornalisti ad elencare questi dubbi, il legale ha spiegato: "abbiamo sostenuto che quegli elementi che il pm ha cercato di individuare come elementi dinamici e rendere Rudy attore e concorrente dell'omicidio non esistono, dall'ideazione del delitto al rapporto di conoscenza con gli altri due imputati, dalla testimonianza di chi possa aver detto di aver visto insieme Rudy, Amanda e Raffaele, agli elementi caratterizzanti la personalita' di Rudy su cui si e' detto tutto ed il contrario di tutto anche in maniera molto imprecisa".
Il legale si e' detto inoltre convinto che "il pm ha ben compreso qui (in questa sede, ndr) la differenza della posizione di Rudy rispetto agli altri due imputati". Alla richiesta dei giornalisti se Rudy rendera' delle dichiarazioni spontanee, l'avvocato Biscotti ha precisato "non c'e' bisogno, perche' siamo in fase di discussione e Rudy gia' in precedenza ha detto sia al gip che al pm quello che aveva da dire".
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Quella degli avvocati di Guede è l'ultima difesa a parlare davanti al gup Paolo Micheli. Per lunedì sono in programma le repliche e il giorno successivo la sentenza nel processo con il rito abbreviato a Guede (per lui i pm hanno chiesto condanna all'ergastolo). Poi la decisione sull'udienza preliminare a carico di Raffaele Sollecito e Amanda Knox, (l'accusa ha chiesto il rinvio a giudizio mentre i loro difensori ne hanno sollecitato il proscioglimento).
I LEGALI DI RAFFAELE: A UCCIDERE E' STATO UN LADRO - E i legali chiedono anche per lui il proscioglimento. "Abbiamo chiesto una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Raffaele per non avere commesso il fatto". E' quanto ha detto l'avvocato Giulia Bongiorno, al termine della udienza di stamani dedicata all'arringa difensiva.
"Oggi noi abbiamo svolto le nostre difese ininterrottamente - ha aggiunto - abbiamo atteso fino ad oggi per proporre la nostra ricostruzione dei fatti, al termine dell'arringa abbiamo anche proiettato una precisa ricostruzione".
"Sono state dette tantissime inesattezze - ha rimarcato la Bongiorno - sia a livello di ricostruzione accusatoria che nei mass media". Riferendosi al grande impatto che il procedimento per l'omicidio di Meredith Kercher sta avendo in Italia e all'estero a livello informativo, il legale ha concluso: "noi non vorremmo fare un processo mediatico, ma ci troviamo in un processo mediatico e per questo abbiamo utilizzato anche supporti multimediali".
Per questo in aula sono comparsi gli effetti speciali da parte dei difensori di Sollecito. Hanno utilizzato il busto di un manichino femminile per dimostrare la loro ipotesi: non è stato Raffaele a sfilare il reggiseno indossato da Meredith Kercher, malgrado siano state rivelate tracce del Dna sui gancetti di quell'indumento. Uno degli assistenti dei legali ha più volte compiuto l'operazione di togliere l'indumento al busto.
Cercando di fare emergere così che è praticamente impossibile togliere il reggiseno toccando unicamente i gancetti e non la stoffa. Un segnale chiaro, secondo i legali, che il reperto è stato contaminato in sede di analisi da parte dei tecnici della Procura. I difensori di Sollecito - gli avvocati Giulia Bongiorno, Luca Mauri e Marco Brusco - hanno inoltre proposto diverse diapositive della scena del delitto e dei reperti sequestrati nel corso dell'inchiesta.
"Alla fine della giornata offriremo una ricostruzione oggettiva della nostra verita'", ha detto Giulia Bongiorno. Per svolgere la difesa di Sollecito i legali hanno ottenuto l'autorizzazione dal Gup Paolo Micheli di utilizzare supporti multimediali. Nell'aula ci sono un proiettore uno schermo ed anche un manichino che indossa un reggiseno bianco.
Tra le prove a carico del neo ingegnere barese, infatti, c'è il Dna isolato dalla Polizia scientifica sul gancetto del reggiseno della vittima, un elemento che secondo i difensori di Sollecito, è frutto di una contaminazione anche se involontaria da parte degli agenti che avrebbero repertato la prova utilizzando i guanti e non una pinzetta così da 'sporcare' il gancio con il Dna di Sollecito raccolto magari all'interno della casa.
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LA RICOSTRUZIONE- "In base ad una ricostruzione degli orari e della cronologia è emerso che era possibile stabilire l'ora del delitto e dove era Raffaele nell'ora del delitto". E' quanto ha ribadito l'avvocato Giulia Bongiorno del collegio difensivo di Sollecito al termine dell'arringa difensiva. "Per quanto concerto l'ora del delitto - ha spiegato l'avvocato - si è sempre parlato di un ampio lasso di tempo in cui sarebbe stato consumato; attraverso i nostri consulenti tecnici e dalla spiegazione dettagliata fatta oggi in aula è emerso che il delitto è stato consumato prima delle 22:00, precisamente dalle 21:00 alle 22:00".
Entrando in dettagli l'avvocato ha spiegato "l'ultima telefonata registrata e' alle 21:00 ma alle 22:00 sicuramente il cellulare di Meredith ha avuto un segnale, lo si desume dal fatto che come sapete i segnali sono ripetuti da alcune celle telefoniche, questa cella alla quale si è agganciato il cellulare di Mez dimostra la compatibilità di questo cellulare esattamente con il luogo in cui e' stato trovato l'indomani mattina.
Ciò significa - ha aggiunto l'avvocato Bongiorno - che dalle 22:00 in poi il cellulare era gia' nel giardino della signora Lana dove poi è stato trovato la mattina dopo, allora se dalle 22:00 in poi era li' cominciamo a dire che abbiamo un dato oggettivo". "Al contempo - ha spiegato la Bongiorno - abbiamo documentato che quello è un orario incompatibile con la presenza di Raffaele nella casa del delitto dove, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe partecipato ad un festino.
Sempre in base alla stessa ricostruzione accusatoria Raffaele sarebbe stato a casa sua fino alle 21:10 perche' ci sono tracce sul suo pc, noi abbiamo documentato che in realtà è stato davanti al computer per ben più tempo avendo visionato un film, abbiamo documentato tracce di interazione umana ed abbiamo prodotto un file da cui si ricava che c'è un cartone animato che viene non scaricato, perchè scaricare un cartone animato si può farlo anche senza interazione, ma abbiamo documentato che questa interazione c'è fin poco prima delle 22:00, precisamente alle 21:46. Per l'avvocato Bongiorno è questa una prova oggettiva in quanto "se il delitto è avvenuto prima delle 22:00 e Raffaele fino alle 21:46 era al computer a questo punto - ha concluso - c'è la prova dell'assoluta innocenza di Raffaele Sollecito".
(Segue Amanda diventa una griffe...)



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