Meteo/ Caldo da record: mercoledì il giorno più caldo. Ma in Italia mancano i piani anti afa

Martedì, 14 luglio 2009 - 10:57:00

Il caldo e l'afa sul nostro paese faranno salire il termometro a oltre 35 gradi. E' la previsione della Protezione Civile, secondo la quale il picco del caldo è attesto per mercoledi' e giovedi'. In particolare a soffrirne saranno Sicilia e Sardegna (per questa regione c'è anche chi ipotizza i 40 gradi centigradi), le zone interne dell'Italia - specie al centrosud - e ancor più la pianura padana, dove al caldo si sommera' il disagio dovuto all'elevato tasso di umidita' proprio di quell'area.

Un'ondata che durerà almeno una settimana, se non due. Una piccola tregua è prevista per sabato 18. Per poi attenderci un'altra pesante ondata verso la fine di luglio. "Ormai dobbiamo rassegnarci al fatto che siamo di fronte ad una ripetuta alternanza di presenza dell'anticiclone della Libia, che si estende sul Mediterraneo fino al centrosud dell'Italia, con un ingresso di aria proveniente dall'Atlantico", spiega Gianpiero Marracchi, ordinario di Climatologia all'università di Firenze e direttore dell'Istituto di meteorologia del Cnr.



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E' una tendenza ormai consolidata negli ultimi anni, che rappresenta un fatto nuovo rispetto alla climatologia tradizionale, quella degli anni Ottanta e Novanta. In sostanza, spiega Marracchi, le estati o sono caldissime o piovose. Si alternano picchi di temperature e di precipitazioni. Nell'immediato saremo di fronte a un incremento di temperature dovuto all'arrivo sull'Italia dell'anticiclone di origine africana.



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L'Italia risente ancora del transito di correnti perturbate, ma lo spostamento graduale dell'elemento perturbato verso le nazioni balcaniche farà sì che subentri una struttura anticiclonica prevista in via di consolidamento che apporterà una fase di tempo stabile e soleggiato. E nel corso della settimana questa struttura anticiclonica acquisira' sempre piu' gli aspetti propri della matrice africana, ovvero aumento progressivo delle temperature, legate ad un incremento dell'umidita' e quindi conseguente apporto di aria afosa. insomma gran caldo

MANCANO I PIANI- Nel 2003 Sirchia confezionò quel Piano caldo che in larga parte è rimasto sulla carta. Allora tra gli anziani ci furono 15 mila morti in Francia e più di 7 mila in Italia. Nel pieno dell'emergenza Sirchia suggerì di portare i nonni nei supermercati per metterli in salvo con l'aria condizionata. Un consiglio che gli costò più di una critica e che forse nascose la vera sostanza di quel progetto. Tutti i comuni italiani avrebbero dovuto dotarsi della cosiddetta anagrafe delle fragilità, cioè un elenco degli anziani a rischio costruito incrociando dati diversi: età, numero di ricoveri in ospedale, livello di reddito e condizione familiare, facendo attenzione soprattutto a quelli che vivono da soli. Doveva essere il primo passo, una mappa del rischio per decidere chi tenere d'occhio quando le città si svuotano. Ma l'anagrafe della fragilità manca nella metà degli 8 mila comuni italiani, ed al Sud è una vera eccezione.

 

 

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