Meredith, nuovo scontro in aula. La corte dice no a una nuova perizia sul coltello

Giovedì, 8 settembre 2011 - 08:15:00

La corte d'Assise d'appello di Perugia non ha accolto la richiesta avanzata dal pubblico ministero di una nuova perizia nell'ambito del processo in corso nei confronti di Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Meredit Kercher. La corte ha ritenuto "superflua" la realizzazione di una nuova perizia. "Gli accertamenti effettuati dai periti e gli elementi forniti dai consulenti - ha detto il presidente della corte in aula - consentono a questa corte di formarsi un convincimento". La corte ha anche respinto la richiesta di ascoltare nuovamente in aula il pentito Luciano Aviello. "Non appare indispensabile" ha concluso il presidente.

LA QUESTIONE ARMA DEL DELITTO -  Al centro della perizia, in particolare, il coltello ritenuto dall'accusa l'arma del delitto e sul quale la polizia scientifica ha isolato il dna di Meredith sulla lama e di Amanda Knox sul manico. Il perito Carla Vecchiotti ha riferito come "il profilo presente sulla lama, con l'interpretazione dei picchi così come è stata fatta dalla scientifica, cioè sotto la soglia, può appartenere a Meredith Kercher" ma "i livelli presi in esame non sono da considerare attendibili". Secondo l'esperta che ha parlato ieri in aula "manca la ripetibilità del dato" che "è un elemento indispensabile".



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LE DIFESE - Le difese di Amanda Knox e Raffaele Sollecito si erano opposte alla richiesta di una nuova perizia genetica. "È inammissibile" aveva sostenuto l'avvocato Luca Maori che difende Raffaele Sollecito. Un "no assoluto" è arrivato anche da parte dell'avvocato Luciano Ghirga che difende Amanda Knox. "Quello della pubblica accusa è veramente il gioco delle 3 carte", si è infuriato Luca Maori. "Quando le cose non vanno bene - ha detto l'avvocato Maori - si cerca sempre di portare l'acqua al proprio mulino. L'accusa, sempre, fin dal primo momento, nel corso anche del processo di primo grado, ha sempre negato le richieste di perizia che noi avevamo avanzato. Adesso, dopo che la perizia, forse, va in un senso non positivo per l'accusa, a questo punto non vanno bene le cose e dobbiamo cambiarle".


L'udienza
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L'ACCUSA - Secondo il pm i periti hanno ritenuto «inutilizzabile una traccia esigua ma utile». «Hanno omesso di riferire alla Corte - ha detto la Comodi - che ci sono macchinari in grado di leggere tracce di peso anche molto basso. Qui è possibile e un tentativo va fatto». «Il dovere del perito - ha sottolineato ancora il pm Comodi - è di aiutare la Corte ad accertare la verità. Questi non lo hanno fatto. I periti non hanno risposto ai quesiti, hanno lanciato dubbi, detto che tutto è possibile. Periti inadeguati a procedere ad ulteriori analisi. Per questo chiediamo che la Corte nomini nuovi periti».

LA REQUISITORIA - Comincerà quindi il 23 settembre prossimo la requisitoria del pm Manuela Comodi nel processo d'appello a Raffaele Sollecito e a Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Dopo le arringhe dei difensori la sentenza di secondo grado.

 

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