Meredith/ Il legale della famiglia della vittima: "Sono tre assassini. Quello che dicono è falso". Affaritaliani.it ha intervistato in esclusiva Francesco Maresca, il legale della famiglia Kercher. Lo speciale sul caso di Perugia
| LE INTERVISTE LE TELEFONATE Perugia/ La telefonata di Sollecito. Ascolta l'audio LO SPECIALE Parla il testimone chiave: "Ho visto i tre indagati davanti alla casa.. sentivo le urla di Meredith" |
A due giorni dalla prima udienza preliminare per il processo per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, Affaritaliani.it ha sentito l'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia della vittima, presente in aula: "Sono tutti e tre colpevoli - dice l'avvocato -. Tre assassini. La giovane poteva essere salvata. Quello che sostengono è tutto falso".
L'INTERVISTA
Siete soddisfatti di essere stati ammessi come parte civile al processo per l'omicidio di Meredith?
"Era il nostro diritto. Non è che ci fossero molte discussioni sulla legittimazione. Quindi è logico, ci siamo costituiti, la famiglia è la parte offesa evidentemente per diretta causale derivazione dalla commissione del reato. Diciamo molto soddisfatti. Era abbastanza automatico".
E' passato quasi un anno dalla morte di Meredith. Che cosa vi aspettate dalla sentenza, che dovrà per forza essere emessa, perchè se no i tre imputati saranno rimessi in libertà?
"Ci aspettiamo che sia fatta giustizia. Sicuramente l'accertamento della verità e la condanna di Guede che abbrevia e il rinvio degli altri due imputati che invece devono essere rimandati a giudizio".
Quindi secondo lei i tre imputati sono tutti colpevoli...
"Tutti e tre, assolutamente. Tutti e tre in concorso. Tutti e tre partecipanti in modo del tutto omogeneo ed equilibrato alle varie fasi dell'omicidio. Quindi non c' è una specifica suddivisione dei ruoli perché in quel momento, in quei momenti, erano tutti e tre insieme".
La relazione portata agli atti dalla polizia scientifica dice che il corpo di Meredith difficilmente è stato spostato, ma la cosa più probabile è che la ragazza, ancora in vita si sia spostata per chiedere aiuto. Quindi poteva essere salvata. Ma tutto va contro le ricostruzioni fatte dagli imputati. Soprattutto quella di Guede..
"Abbiamo visionato la relazione e crediamo sia proprio così. Non c'è dubbio che Meredith potesse essere salvata, indipendentemente dal movimento del corpo. Infatti i periti hanno stimato attorno ai 10 minuti il periodo di sofferenza premorte della ragazza. Che fosse in ginocchio o sdraiata risulta quindi indifferente. Ha avuto 10 minuti di sopravvivenza alle lesioni infette. Per questo poteva essere salvata. Il Guede dice di essere intervenuto tamponando con degli asciugamani. Ma se invece di tamponare avesse chiamato l'ambulanza la giovane poteva essere salvata. Forse non era nelle sue intenzioni salvarla".
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La presenza di un testimone, l'albanese che ha dichiarato di aver visto i tre ragazzi davanti alla casa dell'omicidio, chiarisce un po' le cose. Dalla sua testimonianza si capisce che i tre si conoscevano, a differenza di quello che sostiene Sollecito quando dice di non conoscere Rudy.
"Crediamo alle sue parole anche se, qualunque cosa ne dicano le varie parti, non c è solo quel testimone per attestare la conoscenza dei tre imputati tra di loro".

Cioè...
"Cioè il testimone dice che erano assieme la sera del delitto o la sera prima, sul punto c'è un po' di confusione, ed è ritenuto un elemento importante per riscontrare la conoscenza tra i tre ragazzi. Ma non cè solo quell'elemento testimoniale per provare questo aspetto. Ci sono altri supporti probatori che ci dicono che i tre si conoscevano. Per frequentazioni dello stesso gruppo di persone, in particolare i ragazzi che abitavano di sotto, perché visti insieme discoteca. Quindi indipendentemente dall'albanese non c'è dubbio che i tre si conoscessero. Anche Sollecito e Guede. Che poi si frequentassero in modo continuativo è un altro aspetto. Ma che ci conoscessero è pacifico".



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