Meredith/ Amanda agli amici americani: " Vi racconto le ultime ore di Mez"
| LO SPECIALE Meredith/ Un giallo lungo un anno. Le tappe della vicenda E Amanda diventa una griffe... TUTTE LE NOTIZIE DI CRONACA: CLICCA QUI IL VIDEO IL RAPPORTO DELLA POLIZIA SCIENTIFICA LE INTERVISTE ESCLUSIVE DI AFFARITALIANI.IT ------------------------------------- LE TELEFONATE Perugia/ La telefonata di Sollecito. Ascolta l'audio LO SPECIALE Meredith/ Il caso torna in aula. E' scontro sul Dna. Lo speciale
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Dopo il rinvio a giudizio di Amanda e Raffaele e la condanna per Rudy Guede spunta una nuova lettera che Amanda ha scritto dal carcere ai suoi amici americani. Racconta le ultime ore di vita di Meredith.
"L'ultima volta che ho visto Meredith è stato quando sono tornata a casa dopo aver trascorso la notte da un amico. Era il giorno dopo Halloween. Lei stava ancora dormendo, ma dopo aver fatto la doccia è sbucata fuori dalla stanza con il sangue della maschera da vampiro che le gocciolava. Parlammo un pò in cucina. Poi lei andò a farsi una doccia e io cominciai a mangiare qualcosa mentre aspettavo l'arrivo di Raffaele, l'amico con cui avevo trascorso la notte. Arrivò e si cucinò un pò di pasta.

Intanto Meredith uscì dalla doccia, afferrò della biancheria e tornò nella sua stanza, dopo aver salutato Raffaele. Meredith uscì dalla camera, ci salutò e se ne andò. È stata l'ultima volta che l'ho vista viva". Il testo è pubblicato da La Stampa. "Dopo aver suonato un pò io e Raffaele andammo a casa sua per guardarci un film e trascorrere la notte in casa. La mattina seguente mi alzai verso le 10,30, lascia l'appartamento di Raffaele per raggiungere casa mia. Dovevo prendere anche un 'mochò perchè dopo cena Raffaele aveva versato parecchia acqua sul pavimento in cucina e non aveva nulla per raccoglierla".
"Arrivai quindi a casa e la prima cosa strana che notai fu che la porta era spalancata..... Ho pensato che qualcuno fosse andato a portare fuori la spazzatura o fosse sceso dai vicini. Perciò chiusi la porta dietro di me, ma non a chiave, pensando che la persona che aveva lasciato la porta aperta dovesse rientrare. Chiesi ad alta voce se ci fosse qualcuno ma, poichè nessuno rispondeva, pensai che se c'era qualcuno stesse ancora dormendo.
La porta della mia stanza era aperta e quella di Meredith era chiusa e per me questo significava che stava dormendo. Mi spogliai e feci una doccia veloce in uno dei due bagni della casa, quello proprio accanto alla mia stanza e a quella di Meredith. Fu quando uscii dalla doccia, mettendo i piedi sul tappetino, che mi accorsi che in bagno c'era sangue".
"C'era del sangue sul tappetino che stavo usando per asciugarmi i piedi e c'erano gocce di sangue sul lavandino. Dapprima pensai che fossi io a perdere sangue dalle orecchie, visto che avevo fatto dei piercing poco tempo prima, ma immediatamente mi resi conto che non era mio perchè le macchie sul tappetino erano troppo grandi per essere sgocciolate dall'orecchio, e quando toccai il sangue sul lavandino era già rappreso. C'era -continua- sangue anche sul rubinetto... Uscii dal bagno e andai a vestirmi nella mia stanza. Poi andai nell'altro bagno per asciugarmi i capelli e fu quando lo misi a posto che notai che nel water c'erano delle feci, cosa che, ne sono certa, nessuno di noi avrebbe lasciato.
Cominciai ad avere la sensazione che qualcosa non andasse, quindi afferrai il "mocho" dall'armadietto ed uscii di casa, chiudendo a chiave la porta, visto che nessuno era rientrato mentre io stavo facendo la doccia e tornai a casa di Raffaele. Gli raccontai ciò che avevo visto a casa. Lo strano sangue nel bagno, la porta spalancata, le feci nel water. Mi suggerì di chiamare una delle mie compagne, così chiamai Filomena".
"Mi disse -prosegue ancora- anche che Laura non era in casa e che non poteva essere stata lei, perchè si trovava a Roma. Ciò significava che l'unica ad aver trascorso la notte in casa era Meredith ma di lei non c'era nessuna traccia. Filomena sembrava preoccupata, per cui le dissi che avrei chiamato Meredith e poi l'avrei richiamata.
Chiamai Meredith su entrambi i cellulari....Io e Raffaele raccogliemmo le nostre cose e tornammo a casa mia. Sembrava normale. La porta di Filomena era chiusa, ma quando la aprii vidi che c'era il caos e che la finestra era aperta e completamente rotta, ma il suo computer era a posto. Convinta di aver subito un furto, entrai nella stanza di Laura e guardai: era perfettamente pulita, come se niente fosse stato toccato.
Era strano. Bussai alla porta di Meredith. Bussai piano ma, poichè non rispondeva, cominciai a bussare ripetutamente finchè cominciai a battere con forza, mentre gridavo il suo nome".



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