Processo Meredith/ "Amanda mi disse: 'c'è qualcosa di strano'"

Sabato, 7 febbraio 2009 - 18:36:00




Ripreso davanti alla Corte di Assise di Perugia il processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kerchel. Entrambi gli imputati, che hanno sempre respinto ogni addebito, sono anche oggi in aula. Nella sala degli Affreschi anche il padre della giovane americana Curt, lo zio di Raffaele, Giuseppe Sollecito, e la seconda moglie del padre, Mara. Nell'udienza di oggi una delle coinquiline della casa di via Pergola, Filomena Romanelli ha descritto i rapporti tra Amanda e Mez.

Conquilina: Amanda mi disse c'è qualcosa di strano. Riguardo alla mattina del ritrovamento del corpo, la Romanelli ha riferito che verso le 12.15 ricevette una telefonata della Knox. «Disse in inglese - ha affermato - “c' è qualcosa di strano”. Spiegò di avere trovato la porta aperta e forse tracce di sangue, di avere fatto la doccia e quindi che stava per recarsi da Raffaele per avvertirlo».

Il racconto della mattina del ritrovamento del cadavere. «Provai subito a chiamare Meredith - ha proseguito Romanelli - Uno dei due telefoni suonava ma non mi rispondeva. L'altro era spento. Ho provato a richiamare Amanda ma non mi rispose». «Poi la chiamai ancora e mi disse che a casa era tutto per aria e che la finestra della mia camera era rotta. Le dissi di chiamare i carabinieri - ha continuato - Pensai che fossero stati i ladri. Mi turbai molto».

Una volta arrivata casa, «decidemmo di buttare giù la porta - ha spiegato la Romanelli - Lo fece Luce con un forte colpo. Poi lo sentii urlare: sangue, sangue! Mi sono girata e ho visto un piumone e un calzino ma il mio fidanzato mi ha portato via subito. Chiesi al poliziotto cosa era accaduto mi disse che era stato compiuto un delitto». «Amanda e Raffaele mi davano l'impressione di darsi coraggio - ha aggiunto - Stavano molto vicino tra loro».

La giovane ha poi riferito che dopo la scoperta del cadavere l'ispettore della polizia postale «entrò e poi uscì dalla camera». «Disse - ha affermato - “è stato commesso un delitto. C' è molto sangue”».

«Amanda mai a pranzo da Sollecito». Nel corso della deposizione il pm ha mostrato alla Romanelli la foto del coltello sequestrato a casa Sollecito con le tracce di Dna di Amanda e Meredith. Ha escluso che fosse appartenuto alle posate dell'appartamento di via della Pergola e che la giovane inglese, per quanto da lei saputo, si sia mai recata a pranzo a casa di Sollecito.

Riguardo ai rapporti tra la Knox e la Kercher ha spiegato che avevano interessi in comune nella fase iniziale della loro convivenza «poi però coltivati singolarmente». Ha parlato di un normale «menage familiare», con gli unici problemi legati qualche volta ai turni per le pulizie in casa. «Meredith - ha riferito la Romanelli - mi disse che era venuta in Italia solo per studiare. Andava all'università tutti i giorni e mi spiegò che non voleva legarsi sentimentalmente. Non la vidi mai portare uomini in casa».

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