Melania/ Parolisi vuole rivedere sua figlia. Il no dei suoceri
Salvatore Parolisi vuole rivedere sua figlia Vittoria. Anche nel carcere di Teramo, dove è detenuto con l'accusa di aver ucciso la moglie. La piccola, che ha solo due anni, è stata affidata ai genitori di Melania Rea. Che non hanno alcuna intenzione di condurre la piccola dietro le sbarre: «Salvatore Parolisi vuole salvaguardare nell'armonia di tutti i famigliari il bene della figlia. Fino a prova contraria è il padre e ha la patria potestà. Ha pieno diritto di vedere la bambina così come Vittoria ha il pieno diritto di vedere il padre e i nonni materni e paterni». L'avvocato Nicodemo Gentile si è fatto portavoce dei desideri paterni. E intervistato da Mattino Cinque ha ribadito la necessità di trovare un accordo al più presto con la famiglia: «Al di là delle responsabilità penali, deve essere una gestione della bambina equilibrata e serena. Il bene della bambina deve essere prioritario per tutti», ha proseguito l'avvocato. «Salvatore ha parlato con la bambina al telefono. Come tutti i padri è innamoratissimo della sua bambina. Quella con Vittoria è una telefonata che crea molta emozione e gli dà quella forza di combattere contro un'accusa facile ed ingiusta», ha concluso Gentile. 
LA FAMIGLIA REA SI OPPONE - Alla trasmissione di Canale 5 è intervenuto telefonicamente anche il fratello di Melania Rea, Salvatore, che ha ripetuto di non aver più nessun contatto con il cognato: «Siamo distrutti, Melania ci manca ogni giorno di più però ringrazio mia sorella per averci lasciato un dono meraviglioso come Vittoria che è l'unica cosa che ci fa andare avanti e ci tiene uniti come famiglia ma anche nel dolore». Il fratello di Melania si è assunto la responsabilità di parlare a nome della famiglia della vittima dell'omicidio di Colle San Marco: «Vittoria sta crescendo benissimo a mio parere, ma è sicuro che sarebbe cresciuta meglio con sua mamma. Bisogna preservarla da tutto quello che sta succedendo. Da tutto questo strazio. Ho tatuato sul mio corpo un rosario con il nome di mia sorella. L'ho fatto per lei perché il tatuaggio è indelebile come è indelebile il ricordo di lei nel cuore e nella testa».
LA PREGHIERA DELLA FIGLIA - In un intervista a Rai1, la madre di Parolisi ha invece raccontato della nipotina e delle sue preghiere affinché il padre venga liberato: «Gesù fammi tornare papà», sussurrerebbe la bambina, che naturalmente soffre molto per tutta questa drammatica situazione. Col padre riesce soltanto a parlare, telefonicamente, e una volta alla settimana. «Salvatore è molto contento di sentire la bambina - ha spiegato la donna riferendosi ai colloqui telefonici con il figlio -. Lei gli dice "papà ti voglio bene, ti ho nel cuore, quando torni papà?". È una bambina che sa parlare». Ricordando la visita fatta in carcere al figlio la donna ha detto che Salvatore le ha confermato di essere innocente, e che «prima o poi» uscirà di prigione. Riguardo alla relazione con la soldatessa Ludovica la madre di Parolisi ha riferito che «non gliene importa nulla di quella, lui teneva a Melania».



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