Melania, la chiave del delitto su Facebook: scambio di messaggi tra Parolisi e l'amante
Le indagini sul delitto di Melania Rea sono arrivate in California. E' qui nella sede di Facebook che gli investigatori ascolani sono approdati con tanto di rogatoria internazionale per spulciare negli archivi telematici del social network alla ricerca di messaggi cancellati: quelli tra il caporal maggiore Salvatore Parolisi - il marito della donna e unico indagato per l'omicidio - e la sua amante soldatessa. A sciverlo è il quotidiano Il Centro. A tre mesi dal delitto della giovane madre di Somma Vesuviana, trovata con 32 coltellate nel bosco di Ripe, il puzzle non è finito. Qualche tessera mancante potrebbe nascondersi proprio nei meandri della rete. 
I risultati della ricerca negli Stati Uniti sono già nelle mani dei carabinieri del Ros e tra breve arriveranno sul tavolo dei cinque magistrati ascolani che seguono il caso. Molto probabilmente insieme ai risultati delle due autopsie eseguite dal medico legale Adriano Tagliabracci, indispensabili per definire l'ora della morte e il luogo del delitto.
MELANIA E' STATA UCCISA IN QUEL BOSCO? Gli inquirenti, infatti, non hanno la certezza che la donna sia stata uccisa nel Teramano: non viene tralasciata l'ipotesi che Melania possa essere stata uccisa altrove e poi abbandonata nel bosco delle Casermette. Ma in arrivo c'è anche l'esame sulle celle agganciate dai telefoni cellulari di Parolisi e di Melania il 18 aprile, giorno della scomparsa della donna e del delitto. Anche in questo caso si tratta di test indispensabili per consentire agli investigatori di collocare la coppia nei luoghi della tragedia: Colle San Marco, ad Ascoli, da dove, secondo Parolisi, la moglie il 18 aprile si allontanò senza far ritorno - ma dove non l'ha vista nessuno dei tantissimi testimoni ascoltati dai carabinieri - e il bosco di Ripe di Civitella dove è stato trovato il corpo. Nelle corso delle audizioni fatte come persona informata sui fatti (da indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere), il caporal maggiore ha sempre detto che il 18 aprile si trovava con la moglie e la figlioletta di due anni sul pianoro di Colle San Marco e che alle 14.30 di quel giorno la donna è sparita per sempre dopo essersi allontanata alla ricerca di un bagno. Un versione che, secondo l'accusa, presenta molte zone d'ombra.
LA PERQUISIZIONE A CASA DI PAROLISI - Venerdì scorso, intanto, a Frattamaggiore c'è stato il blitz dei carabinieri nella casa dei genitori di Salvatore, dove i militari hanno sequestrato una valigia. Nello stesso giorno a Somma Vesuviana, in casa dei genitori di Melania, é stato prelevato il trolley intravisto da un amico di Parolisi, l'agente di polizia penitenziaria Raffaele Paciolla, nel bagagliaio dell'auto del marito - ora sotto sequestro - il giorno in cui scomparve Melania. La valigia, che era stata preparata in vista della partenza per Somma Vesuviana in occasione della Pasqua, é stata per alcuni giorni nella disponibilità dell'indagato, che poi, il 25 aprile, la riconsegnò ai genitori della moglie dato che conteneva i suoi effetti personali. Anche dai rilievi sull'automobile del caporal maggiore potrebbero emergere nuovi particolari utili alle indagini, compresi quelli disposti sul navigatore satellitare della vettura, nel caso siano stati memorizzati i percorsi fatti da Salvatore in quei giorni del mese di aprile.



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