Matrimoni gay/ La Consulta respinge i ricorsi. Grillini ad Affari: "Vogliamo la legge"
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I giudici delle leggi hanno, con la pronuncia odierna di inammissibilità
e infondatezza delle questioni, ritenuto che la trattazione della materia spetta soltanto al legislatore. A sollevare il caso davanti alla Consulta erano stati il tribunale di Venezia e la Corte d'appello di Trento nell'ambito di distinte cause intraprese da tre coppie omosessuali contro il rifiuto loro opposto dall'ufficiale di Stato civile dei comuni di residenza di fare le pubblicazioni matrimoniali da loro richieste. La Corte aveva iniziato ad esaminare il caso nell'udienza pubblica del 23 marzo scorso, ma aveva rinviato la decisione a dopo le festività pasquali.GRILLINI- "La Consulta ha rigettato il ricorso e rimanda alla questione del legislatore perché carente in materia e non è quindi riuscita a portare a termine la questione in termine parlamentare". Franco Grillini sceglie Affaritaliani.it per commentare la notizia del rigetto del ricorso sui matrimoni gay: "Sta di fatto che la questione non finisce con il rigetto della Corte ma deve avere una sua soluzione in sede parlamentare con una legge che vada al passo con l'Europa. E deve essere affrontata da un legistratore che fino ad adesso è stato carente. Ricomincia quindi la battaglia parlamentare. Adesso bisogna riiniziare la battaglia con la legge. La norma è stata rimandata al Parlamento. Promuoveremo raccolta firme, non abbandoniamo la via giudiziaria. Troveremo un singolo giudice che ci da ragione"



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