Massa/ Finti medici in sala operatoria: 11 denunce
Martedì, 20 settembre 2011 - 10:21:09
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Nel corso di almeno 45 interventi di artroprotesi eseguiti tra il 2007 e il 2009 all'ospedale SS. Giacomo e Cristoforo di Massa hanno assistito "veri" medici senza essere qualificati per farlo. I carabinieri di Livorno hanno notificato gli avvisi di conclusione delle indagini a 11 persone: 6 sono rappresentanti di aziende di protesi ortopediche; gli altri 5 sono i medici che hanno consentito loro l'ingresso in sala operatoria.
In particolare, i medici interessati, nel corso di almeno 45 interventi di artroprotesi hanno, in qualità di primi operatori, consentito l'accesso in sala operatoria a persone non qualificate e sprovviste di adeguati titoli di studio, permettendo loro l'esecuzione di atti propri dell'attività sanitaria: divaricazione, aspirazione e tamponamento di ferite, l'uso di elettrobisturi, complesse manovre di posizionamento degli arti.
Oltre ai 5 medici, l'indagine ha consentito di identificare 6 persone dedite sistematicamente all'illecita pratica sanitaria, tutte ufficialmente presenti negli ambienti ospedalieri in qualità di agenti di commercio di prodotti per l'ortopedia (comunemente conosciuti nel settore con il termine di "Specialist").
L'ipotesi accusatoria riguarda l'esercizio abusivo della professione sanitaria, commesso da tali soggetti ovviamente in concorso con i medici che hanno permesso e agevolato la condotta illecita; nei confronti di questi ultimi è stato ipotizzato il reato di falso ideologico, nella considerazione che gli stessi, per coprire l'illecita attività, omettevano sistematicamente di annotare sul registro operatorio la partecipazione degli "Specialist" agli interventi chirurgici presi in esame.
Oltre ai 5 medici, l'indagine ha consentito di identificare 6 persone dedite sistematicamente all'illecita pratica sanitaria, tutte ufficialmente presenti negli ambienti ospedalieri in qualità di agenti di commercio di prodotti per l'ortopedia (comunemente conosciuti nel settore con il termine di "Specialist").
L'ipotesi accusatoria riguarda l'esercizio abusivo della professione sanitaria, commesso da tali soggetti ovviamente in concorso con i medici che hanno permesso e agevolato la condotta illecita; nei confronti di questi ultimi è stato ipotizzato il reato di falso ideologico, nella considerazione che gli stessi, per coprire l'illecita attività, omettevano sistematicamente di annotare sul registro operatorio la partecipazione degli "Specialist" agli interventi chirurgici presi in esame.



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