Marocchina frustata perche' troppo occidentale, padre arrestato

Mercoledì, 31 agosto 2011 - 20:03:00
I carabinieri hanno arrestato un operaio nord africano, padre di una minorenne che riempiva di botte e frustava perche' ritenuta "troppo occidentale". I militari hanno denunciato anche la mamma per concorso in maltrattamenti in famiglia. La ragazza, come tutte le sue coetanee, gia' da qualche anno aveva cominciato ad indossare abiti occidentali, attirando su di se' i primi rimproveri dei genitori. Due anni fa ha conosciuto un connazionale, con il quale e' nata una relazione sentimentale, ma senza il favore di papa' e mamma, che prima le hanno impedito di vederlo e poi le hanno vietato di uscire di casa in alcuni orari. Da quel momento, e' iniziato un vero e proprio calvario.

Tra gli oggetti sequestrati dai carabinieri, anche un filo elettrico, usato da frusta. L'arresto dell uomo e' scattato al termine di una escalation di violenze. Il padre, tornato a casa, ha notato che la ragazza indossava una maglietta a maniche corte e, dopo averla afferrata per i capelli, l'ha sbattuta contro una parete di casa; la ragazza e' riuscita a scappare, rientrando solo dopo aver avuto la certezza che il padre fosse andato fuori per lavoro. Ma ha dovuto affrontare l'ira della mamma, che l'ha insultata e minacciata di cacciarla di casa. A quel punto la ragazza si e' rifugiata in soffitta, ma una volta a casa, il padre l'ha cercata e, dopo aver sfondato la porta della camera, ha cercato di frustarla con il filo elettrico. A quel punto, la giovane e' scappata via dalla finestra. Sono stati alcuni vicini ad allertare i carabinieri.

"E' un crimine contro l'umanita' che nel nostro Paese deve essere sanzionato esemplarmente". E' quanto sostengono, in una nota congiunta, il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia, e Alessandro Pedrini, dg dell'Osservatorio, a proposito della 17enne marocchina frustata dal padre, a Pesaro, perche' troppo occidentalizzata. Per Marziale e Pedrini: "Gente di siffatta risma deve mettersi in testa che vivere in Italia comporta un processo di adeguamento alle nostre regole, ai nostri costumi e alle nostre leggi. Non e' tollerabile che una poco piu' che bambina debba patire cosi' terrificante umiliazione sol perche' cresce in sintonia con la societa' che l'ha accolta e la circonda. Il diritto all'integrazione e' sancito dalla Dichiarazione universale sui Diritti del Fanciullo, che l'Italia ha firmato e che e' tenuta a far rispettare senza attenuanti di sorta". I due esponenti dell'Osservatorio concludono: "Non c'e' ragione al mondo che possa giustificare la violenza, soprattutto contro i minorenni. Se ci sono le condizioni la ragazza sia tutelata in una casa famiglia, perche' ha diritto di asilo, e il padre rispedito in patria senza possibilita' di ritorno, ma solo dopo avere scontato qui la pena adeguata".

"In Italia le donne possono godere di tutti i diritti, al pari degli uomini: nessuno pu pensare di riportare indietro le lancette della civiltà, chiudere la propria figlia in un solaio, prenderla a frustate e farla franca. Mi auguro, dunque, che la posizione del padre e della madre della diciassettenne marocchina sia valutata con la necessaria severitØ dalla magistratura; non vada persa l'occasione di dimostrare ancora una volta alle giovani donne immigrate che il Paese sta dalla loro parte e che possono rivolgersi con fiducia alle autoritØ". Cos¼ il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, sul caso della diciassettenne marocchina salvata dal suicidio dopo mesi di vessazioni da parte dei genitori che la accusavano di essere troppo "occidentale". "Le donne immigrate sono una componente sempre pi fondamentale della nostra società, si stanno facendo largo in mondi complessi come quello dell'impresa e del lavoro, contribuiscono in maniera decisiva ai processi di integrazione anche educando i figli a vivere in un Paese diverso da quello di origine, rispettandone le regole e la cultura. Alcune di esse, per fortuna sempre meno, restano per vittime di soprusi e prigioniere di culture che le vorrebbero assoggettate all'uomo: questi atteggiamenti, bisogna dirlo in maniera molto chiara e dimostrarlo con fermezza, sono in contrasto con la Costituzione Italiana e le nostre leggi", conclude Carfagna.
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