Non sono San Francesco e sono arrabbiatissimo
Gustavo Zagrebelsky, alla manifestazione "ricucire l'Italia", ha detto: " Noi non siamo mossi da odio o rancore, ma da un senso di partecipazione per il bene del nostro paese". Mi dispiace, ma io poiché non sono San Francesco, sono arrabbiatissimo, inviperito (cerco di evitare le "z") con i politici che per paura o per interesse o per gratitudine, continuano a sostenere Berlusconi. Inviperito al punto che se ne avessi la possibilità, per i danni morali e materiali arrecati al Paese, e per la gastrite che mi fanno venire vedendoli sorridenti in televisione, condannerei tutti quanti a lavori manuali per tutta la vita.
Alcuni potrebbero cominciare a togliere con le mani le macerie della casa crollata a Barletta. Poi potrebbero andare a L'Aquila, magari con pale e carriole. Sono un po' meno avvelenato col Cavaliere, un po' lo compatisco. Come non compatire un presidente del Consiglio che, mentre tutto gli crolla intorno, fa ancora battute delle quali ride solo lui e qualche adulatore? A proposito: nella trasmissione "In onda" (La7 - 8 ottobre) il giornalista che ha sostituito Luisella Costamagna, ha precisato con enfasi: "Ma era una battuta, ma era una battuta!". Nessuno lo sapeva.
Attilio Doni



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