Attualità/ Mamme italiane sempre più vecchie. Le straniere le più giovani...
Le straniere partoriscono più delle italiane, soprattutto nel nord Italia. E' questo quanto sostenuto da un'indagine condotta dall'Istat. Nel 2006 le cittadine straniere residenti hanno avuto in media 2,5 figli per donna, il doppio di quelli avuti dalle italiane (1,26). La maggiore propensione ad avere figli mostrata dalle cittadine straniere ha contribuito significativamente alla ripresa della fecondita' per il complesso della popolazione residente: da 1,19 a 1,35 figli per donna nel 2006. 
A livello regionale, in base a cio' che rende noto l'Istituto di statistica, emergono interessanti specificita' territoriali: i livelli piu' elevati si registrano, per le cittadine straniere, tra le residenti al Nord-ovest o al Nord-est (rispettivamente 2,64 e 2,63 figli per donna contro 1,21 figli delle residenti di cittadinanza italiana".
Hanno, invece, in media un numero piu' contenuto di figli le straniere che risiedono al Sud e nelle Isole (rispettivamente 2,20 e 2,45 figli per donna), dove la fecondita' delle donne italiane e' ancora relativamente elevata (1,31 e 1,30 figli per donna). L'Istat mette, dunque, l'accento sul fatto la recente ripresa dei livelli di fecondita' e' dovuta per il 60% alle nascite da madri straniere. Il restante aumento della natalita', al contrario, e' verosimilmente il risultato del recupero della posticipazione della maternita' da parte delle generazioni di donne italiane nate tra la seconda meta' degli anni '60 e i primi anni '70.
Nell'anno 2006 sono stati registrati nelle anagrafi comunali 560.010 nuovi nati, circa 34.000 in piu' rispetto al 1995, anno in cui si e' registrato il minimo storico delle nascite e della fecondita' (526.064 nati), e poco piu' della meta' dei nati del 1964, anno in cui in Italia si raggiunse il massimo storico (1.035.207 nati). E' quanto si legge nella rilevazione effettuata dall'Istat, a partire dal 1999, 'Natalita' e fecondita' della popolazione residente: caratteristiche e tendenze recenti', e diffusa oggi. L'Istituto di statistica mette in evidenza come l'annata 'record', ossia il 1964, cadeva all'apice del cosiddetto 'baby boom' (il periodo di prosperita' economica del secondo dopoguerra, che porto' ad un'esplosione della natalita' in Italia e in molti paesi occidentali), a cui, invece, sono seguiti 30 anni di calo delle nascite.
La ripresa, avviatasi a partire dalla seconda meta' degli anni '90, per quanto timida, secondo l'Istat merita particolare attenzione, perche' pone l'accento su alcuni importanti fattori di cambiamento sociali. Il primo e' il costante "invecchiamento" delle madri: aumentano, infatti, le nascite da donne ultraquarantenni, le cosiddette 'primipare tarde' (da 12.383 nati nel 1995 a 27.938 nati nel 2006), mentre solo l'11% dei nati ha una madre di eta' inferiore a 25 anni. Raddoppia, poi, la percentuale di bambini nati da genitori non coniugati: dall'8,1% del 1995 al 16,7% del 2006 (oltre 93.500 nati).
L'incremento piu' consistente, fa notare l'Istat, si e' verificato al Nord, dove i nati da genitori non coniugati arrivano a superare il 20%. Prosegue, inoltre, l'aumento dei nati da coppie di genitori stranieri: nel 2006 sono quasi 58 mila, pari al 10,3% del totale dei nati della popolazione residente. Questa proporzione sale al 14,3% se si considerano anche i nati da coppie miste (circa 22 mila).



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