Tutti in Veneto: Napolitano, Berlusconi e Bossi

Martedì, 9 novembre 2010 - 15:40:00
L'aiuto dello Stato alle zone del Veneto alluvionate sarà "sostanzioso e immediato": è questa la promessa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Si provvederà ad inserirlo subito nella Finanziaria, spiega Berlusconi. Quanto alla proposta avanzata del governatore Zaia, che aveva ipotizzato di trattenere l'acconto Irpef sul territorio in modo da avere fondi immediati, il premier assicura: "Non ce ne sarà bisogno".

I soldi ci sono, conferma Bossi, che accompagna il premier nella visita, insieme al capo della Protezione civile Guido Bertolaso ed al governatore del Veneto Luca Zaia. "Con il mio amico Tremonti garantisco io", assicura il leader del Carroccio, mentre dal presidente della Repubblica arrivano parole pesanti: "C'é il mancato rispetto delle regole alla radice di molti disastri ambientali" sottolinea Giorgio Napolitano. E "ci vogliono le leggi che dicano cosa fare e cosa no".



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Dure le contestazioni a Padova da parte dei no globale sempre di fronte alla Prefettura: «Dimissioni» e «bunga bunga». Le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, hanno controllato la situazione e hanno sequestrato alcuni striscioni. Dall’opposizione arrivano critiche al Governo: Enrico Letta del Pd: «Il disinteresse con cui il governo ha reagito al disastro che ha colpito il Veneto è molto grave, al pari del ritardo con cui il presidente del consiglio si è recato nelle zone alluvionate. La Lega ha preferito nascondersi». Anche Donati dell’Idv attacca: «Negli ultimi 15 anni il Veneto ha ricevuto solo promesse da Bossi e Berlusconi. Oggi siamo di fronte ad una drammatica emergenza ed il governo di Roma, che altri non è se non Bossi e Berlusconi, dovrà dimostrare con i fatti, già nelle prossime ore, di avere per il Veneto lo stresso rispetto e la stessa attenzione che hanno avuto per le altre regioni colpite da calamità naturali».

 


Foto di Fabio Zancan
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E intanto dal meteo non arrivano buone notizie. Piove ininterrottamente sul Veneto. Volontari e addetti ai lavori da giorni si danno da fare per restituire un minimo di dignità a città e paesi colpiti dalla furia dell’acqua, soprattutto nel padovano. Numerose aziende restano chiuse perché ancora inagibili e con macchinari distrutti da acqua e fango.



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Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della sua prossima visita a Padova incontrerà i sindaci dei Comuni colpiti dall'alluvione. Il Capo dello Stato, comunica poi una nota del Quirinale, si recherà anche a Vicenza, colpita anch'essa dal maltempo, dove avrà un incontro con le autorità locali. Ma Napolitano non sarà il solo esponente istituzionale a recarsi nelle zone devastate dal maltempo: anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarà nella regione: accompagnato dal ministro delle Riforme, Umberto Bossi, e dal presidente della giunta regionale, Luca Zaia, anch'egli leghista, effettuerà un sopralluogo nei territori maggiormente colpiti dalle esondazioni. I due capigruppo parlamentari del Carroccio, il deputato Marco Reguzzoni e il senatore Federico Bricolo, hanno spiegato che l'iniziativa nasce dal desiderio di rispondere con azioni concrete per risolvere problemi reali alle polemiche tutte politiche degli ultimi giorni.

IL GOVERNO- Intanto, il ministro Sacconi conferma c’è nessuna ragione per temere che lo Stato non sia capace di provvedere ai danni subiti dal Veneto. Il ministro del Lavoro dice che «il Governo è stato presente dalle prime ore, la dichiarazione di stato di emergenza e la prima messa a disposizione di 20 milioni di euro è quello che si fa sempre in questi casi. Siamo assolutamente in un percorso rapido che deve condurre a riconoscere il risarcimento di tutti i danni ricevuti». Secondo Sacconi «questo è il percorso, non c’è nessuna ragione, almeno fino a questo momento, per temere che lo Stato non sia solerte e capace di ristorare tutto il danno ricevuto, anche se nessuno potrà cancellare il segno di quella violenza della natura».

I TEMPORALI- Il sole che ieri si è rivisto brevemente è stato solo un’illusione. Il maltempo è già tornato all’assalto della Penisola, e sta spazzando i territori alluvionati. «Abbiamo pronte le scorte dei sacchi di sabbia, se sarà necessario. Speriamo che le previsioni meteo si sbaglino», fa gli scongiuri Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (Padova). In Veneto sono ancora molti i territori allagati, migliaia le persone sfollate, ed il rumore di fondo è quello delle idrovore che pompano acqua fuori da aziende e scantinati. Intanto fa discutere la proposta dello stop alle tasse, come chiesto da alcuni imprenditori, o meglio - come suggerito dal governatore Luca Zaia - di trattenere l’acconto Irpef sul territorio facendo confluire le entrate in un fondo per gli alluvionati. Fondo che potrebbe essere gestito dallo stesso Zaia, nominato commissario straordinario. «La Lega governa in regione e a Roma. Se non è in grado di ottenere risorse per il Veneto dovrà renderne conto ai cittadini di questa regione», ha commentato Enrico Letta, vice segretario del Pd.

L'ALLERTA- Ma l’allerta maltempo si è spostata ora sulle regioni occidentali. La notte scorsa si è sfiorata la tragedia a Camerota, nel Cilento, dove una tromba d’aria ha sradicato il tetto di un deposito dismesso e scaraventato lamiere e travi su tre abitazioni, rimaste danneggiate. Nel napoletano, uno yacht con 9 turisti tedeschi a bordo è stato per ore in balia delle onde al largo di Nisida, venendo infine portato in salvo da un rimorchiatore. A causa della cattive condizioni meteo, cinque voli diretti all’aeroporto Capodichino di Napoli sono stati dirottati verso il ’Leonardo Da Vincì di Fiumicino. I traghetti in navigazione nel Golfo di Napoli hanno rischiato grosso con vento e potenti onde. Un aliscafo di linea della Neapolis, il Salerno Jet, ha visto finire in frantumi un oblò a causa di un’ondata che ha colpito lo scafo. Panico fra i 20 passeggeri, ma nessun ferito. Grande paura anche per 200 persone a bordo del maxi-traghetto Naiade, partito da Calata di Massa: uscito dal porto, si è trovato in un mare forza 6 ed ha iniziato a rollare paurosamente. Nel garage della nave, un camion pieno di materiale edile si è abbattuto su un fianco, nonostante fosse imbragato da funi d’acciaio.

 

 

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