Malsanità / " Per evitare gli errori? Bisogna migliorare il sistema sanitario". L'intervista a Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato
La Sanità in Italia fa più vittime degli incidenti stradali. Gli ospedali pubblici italiani non scoppiano di salute. Su 854 strutture visitate dai Nas dei carabinieri, in quasi la metà, 417, sono state riscontrate irregolarità. Oltre mille le infrazioni rilevate: 496 di carattere amministrativo e 557 penale. 778 le persone segnalate. Disposta un anno fa dal ministro della Salute Livia Turco, l'indagine ispettiva ha riguardato tutte le regioni d'Italia: disastrosa la situazione in Calabria e Sicilia, dove le irregolarità hanno riguardato, rispettivamente, 36 nosocomi su 39 e 67 su 81. Farmaci scaduti, pulizia inesistente e fatiscenza dei reparti non conoscono confini regionali e riguardano anche le regioni considerate più virtuose, come la Toscana e l'Emilia Romagna. Isola felice, in questo contesto, il Trentino Alto Adige visto che nessuna struttura ispezionata è stata sanzionata
Ma come funziona davvero il servizio sanitario? Affaritaliani lo ha chiesto alla dottoressa Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato.
Dottoressa Moccia, visti i dati sulla malasanità del rapporto Malpractice da voi pubblicato secondo lei che situazione viviamo in Italia? 
Nel nostro rapporto abbiamo dato evidenza all'aspetto della malasanità. Anche perchè chi ci contatta lo fa per segnalare un sospetto errore o un evvento avverso. Infezioni, cadute in reparto e veri e propri danni subiti in sala operatorie.
Quante segnalazioni ricevete all'anno?
Circa 24300 contatti. E' questo il dato che emerge dell'ultimo rapporto.Il 18 per cento raggruppa non solo gli errori medici ma un insieme di disfunzioni segnalate dai cittadini. Noi poi le verifichiamo. Se valide possono diventare anche azioni legali. Nella maggior parte però sono richieste di aiuto per tutelarsi e ricevere delle scuse dagli ospedali
Quante vittime ci sono annualmente negli ospedali italiani?
E' un dato controverso e contestato. Si parla di 90 morti al giorno. Ma è complicato avere un dato omogeneo.
Quale regione ha maglia nera per la Sanità?
Sicuramente il Sud. Ma anceh al centro. Ci sono problemi organizzativi, di strutture e risorse economiche,che influenzano la qualità della assistenza sanitaria nel complesso, ma questo non determina l'errore. Neanche il ministero è riuscito a produrre dei dati specifici. In futuro sarà la Genas ad occuparsi delle valutazioni.
Ma cosa si può fare per ridurre il problema degli errori?
Bisogna prevenirli con azioni di prevenzione e unità di gestione del rischio con uffici capaci di prevenire gli errori.
Si ma come?
Non c è nulla da inventare. Ci sono molti sistemi di prevenzione che molti ospedali già applicano. Come ad esempio delle liste di operazioni semplici da fare prima di entrare ad esempio in sala. Dal contare le garze al verificare il personale. Ci sono diverse tecnologie che riescono a monitorare gli eventi avversi. Esistono molte tecniche quindi.
Ma possiamo parlare di malasanità?
E' generica ma si può usare. Però il sistema italiano va difeso perché gratuito. Non è cosi altrove. Bisogna per questo tutelarlo dalle carenze e finanziarlo meglio. Ma nel complesso va difeso perché permette di entrare in ospedale gratuitamente e di uscirne guariti.
Ma il fenomeno degli errori si può legare alle fughe di cervelli?
Non credo che sia direttamente collegato al fenomeno delle fughe. Anche perché la nostra sanità è la seconda al mondo. I problemi ci sono ma non dipendono da questo. Le fughe ci sono nella ricerca. Ma i professionisti spesso vanno in America e poi tornano in Italia a mettere in pratica ciò che hanno imparato.
E quindi...
Quindi ci vuole un istituzione pubblica che crei dati per tutti. e soprattutto soluzioni su come fare. Azzerarli è impossibile, ma ripetere sempre gli stessi è sintomo di una disfunzione. La tecnica c'è e va solo applicata.
Floriana Rullo



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