Malasanità/ Muore nel parcheggio dell'ospedale in attesa dell'ambulanza

Lunedì, 14 luglio 2008 - 09:53:00



Un nuovo caso di malasanità. Un uomo era andato a visitare la figlia che aveva partorito da poco e all'uscita è stato colto da un malore. I soccorsi sono arrivati ma non in tempo per salvarlo. È successo al secondo Policlinico di Napoli ad un 64enne, che è deceduto per arresto cardiaco. L'uomo aveva appena parcheggiato l'auto, quando è stato colto da un malore.

Qualcuno ha allertato il 118 che ha inviato sul posto un'ambulanza, poichè il Policlinico - hanno spiegato i sanitari del pronto soccorso - non ha una struttura addetta al primo intervento. L'ambulanza più vicina è arrivata rapidamente, ma priva di medico a bordo. Una seconda ambulanza, che avrebbe portato invece sul posto un medico - impiegando più tempo, perchè di rientro da un altro servizio - è stata revocata poco dopo la segnalazione, poichè l'uomo nel frattempo era già deceduto. La vicenda viene ricostruita dalla direzione sanitaria del secondo Policlinico: "A quanto mi risulta, il 64enne è morto in auto: chi lo ha soccorso lo ha estratto dal veicolo quando era già deceduto per un infarto - dice Luigi Quagliata - Non so chi abbia chiamato il 118".

Inoltre, aggiunge, ogni edificio è provvisto di defibrillatore. "Sul caso è intervenuto immediatamente il medico di guardia di Ginecologia e Ostetricia, il dottore Pagnano, che ha constatato il decesso. Al Policlinico esiste poi l'Utic di Cardiologia: se ci fosse stato il tempo il paziente sarebbe stato immediatamente soccorso lì». Il direttor sanitario aggiunge che il Policlinico è dotato di almeno sette ambulanze: «Il 118 può anche intervenire - ha concluso - ma in seconda battuta, per trasportare, solo in caso di necessità, il paziente in una diversa struttura".

Di solito il servizio 118 con relative ambulanze è ospitato all'interno di grandi ospedali, dice Mario Costa, presidente dell'associazione nazionale che riunisce i sistemi 118 regionali. "La regola generale è che si preferisce un intervento tempestivo e condotto da personale specializzato e attrezzato che fa capo al dipartimento di emergenza territoriale piuttosto che un aiuto generico. Ma è l'analisi attenta della chiamata al centro operativo e poi all'arrivo di professionisti che avviene la valutazione esatta della situazione. L'invio dell'ambulanza con o senza medico a bordo dipende non solo dalla valutazione della richiesta ma anche della disponibilità dei mezzi che c'è al momento dell'intervento".

Alcune recenti vicende legate a mancati interventi dei medici a persone che si erano sentite male nelle vicinanze di ospedali ( è successo a Moncalieri e al Mauriziano di Torino) avevano innescato polemiche. "La regola generale - spiega Costa - è il non abbandono del posto di pronto soccorso, tuttavia deve essere valutata sempre con buon senso ed elasticità". Oggi sono circa 11 mila i medici che lavorano nei pronto soccorso ma per fare fronte alla congestione che quotidianamente si registra in queste strutture, secondo la società dei medici di urgenza ed emergenza servirebbe aumentarne la presenza del 10-15%.

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