Napoli/ In 100mila contro le mafie. Sorpresa Saviano

Sabato, 21 marzo 2009 - 22:00:00




Più di centomila persone, secondo gli organizzatori, hanno sfilato in corteo oggi a Napoli per ricordare le vittime delle mafie e chiedere alle istituzioni di combattere la criminalità organizzata, che opprime soprattutto il Sud Italia.

E sul palco, insieme a familiari delle vittime, magistrati e rappresentanti istituzionali è salito a sorpresa anche il giovane scrittore Roberto Saviano, sotto scorta dopo il sucesso del suo "Gomorra" e divenuto un simbolo vivente della lotta alla camorra.

Nella città partenopea, dove forte è la presenza della camorra, sono arrivati in gran parte giovani da tutta Italia e da 30 paesi europei, per celebrare la XIV giornata della memoria e dell'impegno per le vittime di tutte le mafie, organizzata dall'associazione "Libera" di don Luigi Ciotti che da anni lotta contro criminalità e narcotraffico.

"Non girarsi dall'altra parte", "No alla legalità sostenibile che accetta mediazioni", erano alcuni dei messaggi lanciati dai manifestanti.

Un monito era rivolto anche alle banche: "Cancellino le ipoteche presenti sul 36% dei beni confiscati alla camorra" ha detto don Ciotti, ricordando che i Comuni non riescono a farsene carico, col rischio che una " una volta messe all'asta tornano alle mafie".

"Noi dobbiamo essere la spina propositiva dello Stato. Questa è una Repubblica fondata sul lavoro e la lotta alle mafie comincia dal lavoro. Ma non chiediamo solo allo Stato, dobbiamo noi cittadini per primi a fre la nostra parte. Noi tutti non dobbiamo mai girarci dall'altra parte" ha detto il religioso, noto per il suo impegno sociale.

Il corteo concluso in piazza del Plebiscito è stato scandito, così come l'inizio della manifestazione in piazza, dai nomi delle 900 vittime delle mafie, alcuni letti anche da Saviano, acclamato dalla piazza .

Vittime che in molti casi non hanno ottenuto ancora giustizia e per le quali gli oltre 500 familiari presenti a Napoli chiedono anche verità.

Pietro Polimeni e Anna Adavastro, di Reggio Calabria, genitori di Daniele ucciso a 18 anni nel 2005, sono tra loro. "Era uno studente, è scomparso il 30 marzo ed è stato ritrovato il 2 aprile del 2005 carbonizzato. Stiamo ancora lottando per sapere. Allo Stato chiediamo di poter sapere la verità" dicono padre e madre, che spiegano di di non aver sentito la vicinanza dello Stato. "Quel che è certo è che deve fare qualcosa di diverso da quello che (lo Stato) ha fatto fino a oggi, perché ci sono ancora vittime delle mafie".

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