Mafia tra Ferrari e yacht, sequestrati beni per 80milioni
Due diverse operazioni antimafia e beni sequestrati per 80 milioni di euro. Nella prima la Dia di Catania ha sequestrato beni per 30 milioni a Maurizio Zuccaro, 49 anni, legato da vincoli di parentela con la famiglia Santapaola. Le indagini della Dia, che abbracciano un arco temporale compreso tra il 1993 al 2005, hanno consentito di rilevare la capacita' reddituale di Zuccaro e del suo nucleo familiare. Gli accertamenti patrimoniali e societari hanno permesso di evidenziare forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto.
I complessi accertamenti hanno scoperto che la moglie e i figli di Zuccaro, seppur dichiarando redditi esigui, avrebbero acquistato quote societarie, immobili, una serie di attività commerciali nel campo della ristorazione ed alimentazione nonché un parco veicoli di grossa cilindrata. Sotto sequestro sono finiti 19 immobili, tra cui un complesso residenziale di lusso, diverse attività commerciali, 6 automezzi, 6 moto e numerosi rapporti bancari intestati.
L'uomo, più volte condannato per associazione mafiosa, deve scontare l'ergastolo e attualmente si trova agli arresti domiciliari per motivi di salute, con sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Messina. Diversi pentiti lo hanno indicato elemento di spicco della famiglia catanese di Cosa Nostra.
E un altro colpo al cuore economico di Cosa nostra lo hanno dato i carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo, sequestrando beni per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro - tra cui un lussuoso yacht di venti metri, una Ferrari e una Bmw X6, oltre a beni immobili - all'imprenditore palermitano Vincenzo Graziano, 59 anni, finito in carcere nel 2008 per mafia.
Il patrimonio sarebbe frutto dell'attivita' di riciclaggio svolta dall'imprenditore, già condannato per associazione mafiosa. Graziano, secondo gli inquirenti è un "elemento di spicco della famiglia mafiosa dell'Acquasanta". Il provvedimento di sequestro, disposto dalla sezione misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, riguarda anche societa', una villa a Palermo e appezzamenti di terreno e altri beni in provincia di Udine dove Graziano ha investito negli ultimi anni. Secondo gli investigatori un modo per riuscire a riciclare in Friuli Venezia Giulia i soldi accumulati "illecitamente".



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