Mafia/ Processo dell'Utri: il Pg chiede di sentire Ciancimino
Ripresa la requisitoria a Palermo, davanti alla seconda sezione della corte d'appello, del processo a Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado a 9 anni per concorso in associazione mafiosa. Il procuratore generale Nino Gatto ha chiesto di sentire Massimo Ciancimino sul rapporto tra Bernardo Provenzano e Marcello Dell'Utri, sugli investimento immobiliari per Milano 2 e tra il senatore e il costruttore in odor di mafia Franco Bonura e il boss Mimmo Teresi. Nei giorni scorsi la procura aveva inviato proprio a Gatto documenti manoscritti da Vito Ciancimino riguardanti i suoi rapporti e gli investimenti effettuati a Milano 2 per mezzo di quelli che nei giorni scorsi, durante il processo Mori, il rampollo dell'ex sindaco mafioso aveva definito una 'rete di prestanome'. Secondo la richiesta, Ciancimino dovrebbe essere sentito quando terminerà di parlare in quel procedimento.
Dovrà spiegare anche il significato dei pizzini dove c'è il nome di Dell'Utri associato ad altri. La parte civile si è associato alla richiesta dell'accusa. Mentre l'avvocato del politico del Pdl ha detto: "Non siamo sorpresi. Esprimiamo il nostro disappunto, ma non possiamo esprimerci. Vediamo le carte di fatto ora. Dobbiamo approfondire". Gatto si era presentato con una pila di carte e ha depositando i verbali degli interrogatori di Ciancimino Jr, oltre ai pizzini e alle trascrizioni di deposizioni rese l'1 e 2 febbraio scorsi e informative Dia sulla Standa. Il pg ha chiesto anche di ascoltare gli ispettori della Dia. Il presidente della Corte Claudio Dell'Acqua, vedendolo entrare con la mole di carte, aveva riservato una battuta al procuratore: "Siamo informati dalla stampa", citando un articolo di un quotidiano locale che stamane anticipava la mossa del magistrato.
LE RIVELAZIONI- "Nel 2000 mio padre mi disse che i cugini Salvo e l'on. Rosario Nicoletti, ex segretario della Dc siciliana, si erano rivolti a Salvo Lima dicendo di essere in grado di dare indicazioni sul luogo in cui era tenuto prigioniero Aldo Moro".
E' una delle ultime rivelazioni rese da Massimo Ciancimino ai pm di Roma confluite nel processo al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Le carte sono state inviate alla Dda di Palermo perchè contengono anche dichiarazioni su Dell'Utri e i pm del capoluogo le hanno inviate al pg che sostiene l'accusa nel processo al senatore.
"In seguito - prosegue Ciancimino jr. - a mio padre era stato chiesto di impedire la liberazione dello statista dal segretario della Dc Zaccagnini attraverso Attilio Ruffini. Analoga richiesta gli era giunta da appartenenti a Gladio, nella cui struttura mio padre era inserito, e dai servizi segreti".
"Mio padre - conclude il testimone - mi ha detto di avere incontrato Pippo Calò che gli disse che era stato interessato per individuare il covo di Moro, attività che aveva svolto servendosi dei suoi amici della banda della Magliana e che aveva consentito di stabilire che Moro era in via Gradoli. Disse a Calò che non si sarebbe più dovuti intervenire per la liberazione.



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