Mafia/ Pizzo a Palermo, 9 arrestati. Ingroia: "Mafia non moribonda"
Nove fermi a Palermo per l'imposizione del 'pizzo' dei quartieri occidentali della città. I provvedimenti, emessi dala Direzione distrettuale antimafia, colpiscono vertici e affiliati delle cosche di Resuttana, San Lorenzo e Tommaso Natale. A eseguirli, militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza e del Reparto operativo dei carabinieri, che hanno condotto le indagini. A tutti i fermati viene contestata l'accusa di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni. Il provvedimento di fermo è stato richiesto dai sostituti procuratori della Repubblica Gaetano Paci, Lia Sava e Francesco Del Bene. Guardia di finanza e carabinieri hanno svolto attivita' di indagine in modo autonomo seguendo due filoni di inchiesta.
I carabinieri hanno approfondito alcuni aspetti dell'operazione "Eos" che nel maggio del 2009 aveva portato all'arresto di una ventina di persone, mentre la Guardia di finanza ha sviluppato spunti venuti dall'arresto dell'avvocato Marcello Trapani e del commerciante Giuseppe Provenzano. L'avvocato Trapani e' poi divenuto collaboratore di giustizia e grazie alle sue rivelazioni le Fiamme gialle, il 14 novembre scorso, hanno arrestato Provenzano, uomo di fiducia di Salvatore Lo Piccolo, e ritenuto il vicecapo del mandamento di Tommaso Natale. Grazie ad intercettazioni audio e video carabinieri e guardia di finanza sono risaliti ai 9 indagati di oggi, alla ricostruzione di un'estorsione e di un tentativo di estorsione ai danni del titolare di una pescheria di viale Strasburgo a Palermo.
I 9 fermati sono: Domenico Alagna, 48 anni, Giuseppe Crisafi, 41 anni, Vito Nicolosi, 47 anni e Salvatore Randazzo, 42 anni, soprannominato "razza tinta", che sono stati fermati dalla guardia di finanza; Angelo Bonvissuto, 43 anni, Bartolo Genova, 28 anni, Manuel Pasta, 34 anni, Michele Pillitteri e Antonino Troia, 45 anni, sottoposti a fermo dall'Arma dei carabinieri. Genova e' nipote di Salvatore Genova già capo del clan di Resuttana; Bonvissuto e' titolare di una catena di esercizi commerciali di Palermo; Pasta è titolare di uno studio di consulenza che si occupa di incidenti stradali; Troia e' figlio di Vincenzo Troia, gia' a capo del clan mafioso di Pallavicino.
INGRIOA- "La mafia oggi è ancora forte. Non è moribonda. Non ha subito il colpo di grazia". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, nel corso della conferenza stampa durante la quale sono stati illustrati i dettagli dell'operazione antiracket di carabinieri e Guardia di finanza che ha portato al fermo di 9 persone. "Certo -ha proseguito Ingroia- sono stati colpiti al cuore gli eserciti di Cosa nostra, l'ala militare, anche personaggi che hanno garantito gli aspetti economico-affaristici, ma nonostante tutto oggi Cosa nostra e' in grado di rimettersi in piedi grazie ai mezzi di cui dispone. Per quanto concerne la lotta al racket, ritengo sia insufficiente l'apporto della denuncia dei commercianti e degli imprenditori taglieggiati, malgrado l'impegno massiccio di forze dell'ordine e magistratura"



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















